Giovedì 12 febbraio alle 18 a Palazzo Maggi a Nogara, nell’ambito della rassegna dantesca organizzata dal Centro Studi Cesare Padovani, il “poetattore” Mauro Dal Fior presenterà il suo recital dantesco “LesoDante (con la S sonora)”. Si tratta della traduzione in dialetto veronese di stralci dai vari Canti dell’Inferno della Divina Commedia che lo stesso Dal Fior ha tradotto molti anni fa e presentato in vari eventi danteschi a Verona e provincia.
«La motivazione di questa operazione – racconta l’autore – è sorta dalla considerazione che Dante detestava un po’ tutti i dialetti, perciò io ho voluto applicare a lui stesso la Legge del Contrappasso (cioè patire in senso contrario), facendogli ascoltare il suo Inferno nella nostra lingua veronese».
La traduzione del testo è stata fatta rispettando gli endecasillabi, ma non tenendo in considerazione la rima preferendo così il suono della parola pura anziché la rima.
«Il titolo ha due significati. Il primo è che, tradotto in veronese, vuol dire semplicemente “leggo Dante”. Il secondo è che, letto in italiano si potrebbe intendere che “io ho leso Dante”, cioè l’ho offeso, l’ho rovinato. Ai posteri l’ardua sentenza», dice Dal Fior.
La recita dei vari Canti sarà inframezzata da alcuni aneddoti gustosi e intelligenti sulla vita di Dante sfatando un po’ la rappresentazione iconografia classica che lo vede sempre accigliato e burbero.






