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24 Aprile 2024
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Nutrie, la Cia chiede un piano regionale e non deleghe ai Comuni per azioni a macchia di leopardo

Pedrini Michele

«Delegare ai Comuni l’abbattimento delle nutrie è sbagliato. È la Regione Veneto a dover farsi carico del coordinamento». A dirlo è Michele Pedrini, presidente della Confederazione italiana agricoltori di Verona, critico nei confronti delle nuove direttive emanate dalla giunta regionale sui dannosi roditori, che danno ai Comuni mano libera per l’abbattimento degli animali. Secondo la Cia si tratta dell’ennesimo palleggiamento, che rischia di rendere poco efficace il provvedimento.

«Da quando la nutria è stata declassata ad animale infestante, le competenze per il suo contenimento sono state scaricate dalla Regione e dalle Province sui Comuni – fa presente Pedrini -. Anche con queste nuove direttive, come già con il decreto legge 91 del 24 giugno 2014, l’abbattimento viene demandato alle amministrazioni comunali, con il rischio di un’azione a macchia di leopardo e non coordinata che potrebbe non essere affatto efficiente nello sterminare i roditori. È un ping-pong di responsabilità tra i diversi livelli istituzionali che impedisce di far scattare un intervento simultaneo su tutto il territorio padano».

La proposta della Cia è di assegnare il coordinamento regionale di abbattimento a Venezia, che deve muoversi con un piano generale da attivare simultaneamente in tutto il territorio regionale. «L’intervento coordinato direttamente dalla Regione è importantissimo, considerato che dalla sua immediatezza ed efficacia dipende la sicurezza idraulica di tutto il Veneto – dice Pedrini -. Solo in provincia di Verona si stima la presenza di 150 mila nutrie. Trattandosi di una priorità che ha carattere di emergenza è necessario un piano che affidi ai Consorzi di bonifica, con le necessarie risorse, le attività di eradicazione agendo direttamente o attraverso bandi e affidando l’attività di abbattimento e di smaltimento delle carcasse a soggetti specializzati».

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