L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento FDF di Vallese di Oppeano si è espressa con chiarezza, giovedì 15 ottobre, e ha respinto collegialmente l’ipotesi di accordo sull’incentivo all’esodo su base volontaria da attuarsi entro la fine di ottobre.
«La proposta avanzata, un incentivo di soli 10.000 euro, è stata giudicata irricevibile, offensiva e del tutto inadeguata a compensare il sacrificio e l’abnegazione di 60 persone che per anni hanno mandato avanti il sito produttivo con professionalità e dedizione – dichiara Martino Braccioforte, segretario generale della Fiom-Cgil di Verona -. I lavoratori e la Fiom non sono disponibili ad accettare la liquidazione svenduta della propria vita e del proprio futuro a fronte del disastro finanziario provocato da una gestione manageriale del tutto fallimentare ed incapacitante. La fallimentare gestione manageriale dello stabilimento non può in alcun modo gravare sulla stabilità e sul futuro dei dipendenti».
A fronte della decisione dell’assemblea, la mobilitazione sindacale prosegue, di conseguenza, la Fiom di Verona ha già richiesto un’immediata riapertura del tavolo di confronto per ridefinire le condizioni d’uscita e rinnovare la ricerca di soluzioni industriali alternative. L’obiettivo prioritario resta l’individuazione di un nuovo soggetto imprenditoriale in grado di rilevare l’area e la struttura produttiva, garantendo la continuità occupazionale e la tutela del presidio industriale sul territorio.
«Pretendiamo dignità, rispetto e risposte adeguate: non accetteremo che il prezzo di una cattiva gestione venga scaricato sulle spalle di 60 famiglie. La nostra battaglia continua al fianco dei lavoratori per ottenere tutele reali e salvare lo stabilimento – continua Braccioforte -. E rinnoviamo l’appello alle istituzioni e al tessuto produttivo locale affinché intervengano concretamente a sostegno della vertenza e della salvaguardia dei posti di lavoro, in linea con i principi costituzionali di tutela del lavoro e di responsabilità sociale dell’impresa».






