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16 Gennaio 2021
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Parco all’ex scalo merci, il Comitato Verona Sud: «Derubati di 800 mila metri di verde»

«La riconversione dell’ex Scalo Merci a tutti gli effetti ha gli aspetti di un’ operazione di natura immobiliare a favore del proprietario dell’area più che a favore dei cittadini veronesi, derubati nel tempo di oltre 2 milioni di mq di verde, di cui 800.000 solo a Verona Sud. Gli interessi dei cittadini sono sempre all’ ultimo posto».

L’accusa arriva dal Comitato Verona Sud, creato dai cittadini per seguire lo sviluppo del mega progetto di riconversione dell’ex scalo merci delle Ferrovie dello Stato a Verona. Il 15 dicembre, infatti, la giunta comunale ha deliberato lo “Schema di Addendum”, sottoscritto il 5 luglio 2019 tra il Comune, la Regione Veneto ed il Gruppo Ferrovie dello Stato, relativo alla riconversione dello scalo ferroviario di Verona.

«Esaminata tutta la documentazione sottostante tale accordo, risulta evidente che la riconversione dell’ex scalo merci ha le caratteristiche di una vera e propria operazione di natura immobiliare – sottolineano dal Comitato -. L’area presa in considerazione in tale accordo corrisponde a 450.000 mq. e di questa, l’86% (pari a 387.000 mq) sarà dedicata al Parco (Central Park Verona). In base al grafico allegato alla documentazione del citato accordo, però solo il 64% (cioè 288.000 mq) dei 450.000 mq sarà destinata a “verde” poiché il 14% riguarderà la realizzazione in superficie di connessioni ciclopedonali, il 5% di parcheggi ed il 3% di viabilità».

«Non solo – continuano i cittadini -. Il 64% di area a verde, come riportato nell’“Addendum” al protocollo d’Intesa, potrebbe però ridursi al 50%; ciò porterebbe il “verde” a misurare 225.000 mq e non più 288.000. Rileviamo inoltre che i nostri amministratori comunali nelle recenti interviste rilasciate sull’argomento hanno dichiarato che l’86% dei 450 mila metri quadrati dell’area sarà destinata a verde, valore non corrispondente a ciò che risulta dalla documentazione esaminata. Peraltro, viene anche precisato che l’area verde dovrà essere integrata con un mix di funzioni tra le quali, a titolo esemplificativo, strutture a carattere turistico-ricettivo e attrezzature di interesse collettivo e sportivo».

«È evidente che siamo ben lontani dal 100% promesso in campagna elettorale dal sindaco Sboarina. Quasi quasi ci fa rimpiangere le promesse (altrettanto da marinai) dell’ex assessore Caleffi e dell’ex sindaco Tosi che parlavano del 75% – concludono dal Comitato -. Il “masterplan” presentato a settembre alla stampa ed alle TV, in piena campagna elettorale per le regionali, e la relativa relazione tecnica non siano mai stati resi pubblici. A riguardo, nella delibera della giunta del 15 dicembre è scritto che il “Masteplan” si è concluso il 4 dello stesso mese quindi se la sono fatto e se lo sono approvato senza che i veronesi lo potessero vedere e dire cosa ne pensavano. Da parte nostra stiamo ancora aspettando il confronto in un evento pubblico, come ci aveva promesso pubblicamente l’amministrazione, tra il masterplan del nostro progetto con il 100% dell’area a verde e quello preso in visione solamente da “pochi intimi”. Visto il preoccupante evolversi della situazione, chiediamo che il progetto di riconversione dello scalo ferroviario che verrà presentato dal vincitore del bando di gara, venga necessariamente sottoposto ad un referendum popolare per permettere alla cittadinanza veronese di esprimersi su questo importantissimo e determinante intervento sul territorio per evitare che scelte fondamentali per i cittadini vengano prese ancora una volta, “sopra le loro teste”».

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