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11 Agosto 2022
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Pescantina, Brusco (5Stelle) chiede un’indagine epidemiologica sulla discarica

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«Siamo contrari al progetto per tenere ancora aperta la discarica di Cà Filissine a Pescantina. Si metta in sicurezza da subito, con fondi  regionali ed europei».

A dirlo è stato Manuel Brusco, consigliere regionale veronese del Movimento Cinque Stelle che, venerdì 7 agosto nella riunione in sede comunale a Pescantina sul progetto di bonifica e messa in sicurezza dell’impianto di di Cà Filissine, a 9 anni dal sequestro del  sito e quasi 3 dalla condanna in primo grado per inquinamento, ha annunciato che chiederà alla regione un’indagine epidemiologica per la popolazione del luogo.

Il progetto in discussione punta a fare in modo che la discarica venga ultimata prevedendo un conferimento minimo, per consentire di ripagare la messa in sicurezza e poi la fase di chiusura (il cosiddetto “cappello”, uno strato impermeabile a copertura dell’impianto), di 850.000 tonnellate di rifiuti ancora. Una previsione che nella migliore delle ipotesi  porterebbe ad un allungamento della vita della discarica di oltre 15 anni.

«Siamo contrari a qualsiasi progetto che preveda conferimenti di rifiuti che non siano strettamente necessari alla conformazione di copertura e chiusura. Proporre ora un qualsiasi progetto mascherandolo da ‘messa in sicurezza e bonifica’ con la scusa di riaprire la discarica per decine di anni è fuori luogo. Pescantina ha già dato – ha dichiarato il consigliere comunale M5S di Pescantina, Fabio Donatelli -. In questi 9 anni abbiamo assistito ad un proliferare di teorie, idee, per poi finire miseramente nell’abbandono in quanto sbagliate. Nel frattempo si perso tempo e si sono spesi soldi inutilmente in quanto non sono state fatte coperture anche sommarie ad evitare che le piogge meteoriche entrassero in contatto con l’inquinante ovvero il percolato».

La soluzione del M5S è quella, attraverso i propri rappresentanti in Europa e in Regione, in primo luogo David Borrelli e Manuel Brusco, di andare alla ricerca di fondi regionali ed europei che consentano di arrivare alla messa in sicurezza e successiva chiusura della discarica senza dover conferire altri rifiuti.

«In vent’anni la popolazione della frazione di Balconi, situata in prossimità di Cà Filissine, ha

sopportato gli dori nauseabondi del biogas proveniente dalla discarica, i rumori dell’impianto di depurazione del percolato, la polvere e lo smog dei camion che quotidianamente andavano a sversare il loro contenuto in discarica – ha sottolineato Donatelli -. Dall’agosto 2006, anno in cui avvenne il sequestro del sito, tutto questo non c’è più, e Balconi è ritornata quella che era trent’anni fa».

Fra la popolazione si registrano malattie di vario tipo ed anche se gli odori non sono più percettibili costantemente, il pericolo per la salute resta. Al riguardo Brusco dice: «Dal 1987 Non è mai stata eseguita una vera indagine epidemiologica al fine di conoscere possibili malattie generate dalla discarica stessa. Chiederò alla Regione, come ho già fatto all’Istituto Oncologico Veneto (IOV) di effettuare finalmente un’indagine epidemiologica al riguardo».

«E inviterò l’assessore regionale all’ambiente Giampaolo Bottacin ad eseguire con me un sopralluogo sul sito di Cà Filissine», ha concluso Brusco.

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