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28 Settembre 2022
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Peschiera del Garda, presentato dalla Lega un progetto di Legge contro le baby gang

«Difendere la legalità, ristabilire l’ordine nelle nostre città, responsabilizzare le famiglie, punire chi sbaglia e accompagnare chi è in difficoltà lungo un percorso di reinserimento nella comunità».

Con queste parole il senatore Andrea Ostellari ha spiegato questa mattina, a Peschiera del Garda, paese lacustre preso di mira a inizio estate proprio da alcune baby gang, gli obiettivi del decreto legge depositato dalla Lega contro questo fenomeno di criminalità giovanile. Un Ddl che vede come primo firmatario il segretario federale Matteo Salvini.

Ostellari, che ha collaborato alla stesura degli articoli del testo di legge, ha spiegato come «la fine anticipata della legislatura ne ha impedito la trattazione, ma il testo di legge è pronto per essere discusso e approvato rapidamente. Dopo il 25 settembre, questo sarà uno dei primi disegni di legge su cui ci concentreremo per mettere la parola fine alle risse, ai vandalismi e ai ricatti che tanti giovani, residenti e pubblici esercenti subiscono nelle nostre città.  Per presentarlo abbiamo scelto un luogo simbolo, già teatro di azioni violente da parte di gruppi di minori. Lo facciamo insieme alla dottoressa Vera Slepoj, psicoterapeuta e scrittrice, che studia questi fenomeni».

«Quando c’è la violenza usata per denigrare e sottomettere è necessaria un riflessione complessa e non emotiva. Questa proposta di legge è la prima seria e ragionata – ha chiarito Slepoj -. Nei temi sociali ci dovrebbe essere meno ideologia e un interesse comune. Le baby gang sono organizzazioni spontanee, create per proteggere o difendere un’emarginazione, in contesti in cui manca la famiglia. Sono gruppi che si creano delle loro regole. Non dipendono solo dai social, ma da un’esigenza individuale che nel gruppo trova la sua identità. In futuro si rischia che si creino dei gruppi di organizzazione sociale in contrapposizione a quella istituzionale. Non una contrapposizione politica come nel passato. Qui è il Paese ospitante che diventa nemico e le donne saranno le prime vittime anche di forme di razzismo, diciamo così, al contrario».

Il decreto legge propone l’istituzione dell’ammonimento del questore per i minori fra i 12 e i 14 anni, per responsabilizzare sia i giovani sia le loro famiglie; la pena da 1 a 5 anni per la pubblicazione di video autocelebrativi con atti di violenza a danno di inermi; l’immediata rimozione di video con atti di violenza a danno di inermi; i lavori socialmente utili subito o processo certo senza meccanismi premiali per i reati commessi da gruppi di tre o più minori; sanzioni più significative (fino a 1000 euro) e sospensione del beneficio del reddito di cittadinanza o dell’assegno unico famigliare per il mancato rispetto dell’obbligo dei genitori di provvedere all’istruzione obbligatoria dei figli. E in aggiunta lo slittamento della facoltà di ottenere la patente di guida per chi commette reati.

«I giovani sono cruciali per il futuro, ma serve che siano parte di una società – ha aggiunto Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega e candidato al Parlamento nelle prossime politiche -. Quello che avviene in Italia adesso è ciò che da altre parti d’Europa accade da anni, penso alla Francia o al Belgio dove esiste un problema legato alle seconde e terze generazioni. Certi movimenti politici pensano che basti avere un documento per essere integrati, ma non è così semplice. È fondamentale ci sia integrazione con la società. Un’idea importante che proponiamo come Lega è quella della leva obbligatoria, non il militare che si faceva un tempo ma un periodo in cui ai ragazzi che non hanno obblighi di studio o di lavoro imparino cos’è il proprio territorio, si formino in materia di pronto soccorso, protezione civile. Sei mesi in cui sviluppare conoscenza, senso civico, senso di identità e appartenenza al proprio territorio. L’obiettivo è che i giovani si integrino; e sul calo demografico, che è un grosso problema in Italia, non si sopperisce con l’immigrazione ma con un lavoro ampio di aiuto e vicinanza alle famiglie. Perché valorizzare le famiglie è fondamentale. E mi auguro che dal 26 in poi queste idee possano diventare realtà».

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