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20 Aprile 2024
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Prelievi bancomat fraudolenti, la banca condannata a risarcire il cliente

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Gli avevano sottratto 5.829 euro con transazioni dai siti di gioco on line. La banca condannata l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) a risarcire il cliente della somma indebitamente prelevata. È una decisione destinata a fare scuola ed a diventare l’ennesimo boomerang per gli istituti bancari. A fine settembre, ma la notizia è stata resa nota oggi a Verona dall’Adiconsum, associazione di difesa dei consumatori, che con il suo legale, Silvia Caucchioli, ha assistito un socio di Adiconsum Verona rivolgedosi all’Arbitro Bancario Finanziario per risolvere stragiudizialmente una controversia legata all’utilizzo di una carta bancomat.

I fatti risalgono al 2013 quando il consumatore veronese, dopo fatto dei tentativi di prelevare contanti con la propria carta bancomat e prepagata si accorgeva che, dopo l’ultimo prelievo fatto ad uno sportello bancomat del proprio istituto, nei giorni successivi erano stati sottratti 5.829 euro con transazioni dai siti di gioco on line.
Il cittadino, disconosceva tali prelievi ma la banca sosteneva che, data la tipologia di utilizzo, la carta non era stata oggetto di clonazione, in quanto per i pagamenti in rete è richiesto, oltre al numero della carta ed alla sua scadenza, il codice di controllo che si trova stampato sul retro del supporto plastico. Per tale 
motivo, l’istituto intermediario affermava che la frode era riconducibile ad una non idonea protezione dei dati sensibili della carta, probabilmente anche compromessi in utilizzi precedenti su siti non protetti.

L’Arbitro bancario ha stabilito, invece, che l’utilizzo fraudolento dello strumento di pagamento non è sufficiente a imputare tale condotta al cliente, ma anche che non spetta a quest’ultimo l’onere di provare che la banca sia inadempiente agli obblighi di legge. Spetta, invece, all’intermediario provare che il cliente sia incorso in dolo o colpa grave rispetto agli obblighi di diligenza che le norme gli impongono.

«In numerose decisioni dei Collegi – specifica la decisione dell’arbitro – la valutazione del “comportamento” dell’intermediario assume particolare rilievo, in quanto è da reputare che sia la mancata adeguatezza dei sistemi di sicurezza predisposti ad avere consentito l’illegittima intrusione da parte di terzi non autorizzati nell’utilizzo degli strumenti di pagamento». L’Arbitro bancario ha, così, condannato la banca a risarcire il consumatore della somma indebitamente prelevata.

«I risparmiatori che abbiano subito prelievi non autorizzati nelle carte di credito o bancomat devono contattarci per ottenere la restituzione delle somme sottratte – sottolinea l’avvocato Caucchioli -. È importante non fermarsi di fronte alle risposte negative fornite dalle banche. Spetta, infatti, sempre alla banca provare di aver strumenti di sicurezza idonei ad evitare le operazioni fraudolente».

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