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26 Ottobre 2020
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Presa la banda dei ladri Sinti: 7 arresti della Squadra Mobile veronese

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Presa la banda dei ladri Sinti. Arrestate oggi dalla Polizia di Stato 7 persone di etnia sinta, in un’operazione che ha portato a sgominare un gruppo criminale responsabile di numerosi furti su autovetture ed in abitazioni commessi nelle città di Verona, Reggio Emilia, Mantova, Brescia, Modena e Ferrara.

Gli uomini della Squadra Mobile di Verona, che dirige l’operazione, con l’ausilio di personale del Reparto Prevenzione Crimine del Veneto, congiuntamente alle Squadre Mobili di Milano, Venezia, Treviso ed Udine, hanno eseguito un’ordinanza impositiva delle misure cautelari emessa dal GIP presso il Tribunale di Verona,  Laura Donati, dietro richiesta del Pubblico Ministero, titolare delle indagini, Simona Macciò, che ha portato in carcere Carlos Hudorovic detto “Beppe”, di anni 36; Emanuele Hudorovic detto “Lachi”, di anni 37; Nikola Dinisov, di anni 27. Mentre è stata eseguita la misura degli arresti domiciliari a carico di Cristian Braidic, di anni 27; Maik Lovacovic, di anni 28; Pamela Lovacovic, di anni 34;  Sofia Lovacovic, di anni 23.

L’indagine è nata ancora nella seconda metà del 2014 a seguito di frequenti furti su autovetture compiuti all’interno dei parcheggi di diversi centri commerciali di Verona, la cui particolarità era di avere lo stesso modus operandi. È scattata quindi l’attività investigativa della Squadra Mobile scaligera, che ha incrociato i dati presenti nelle numerose denunce ed è riuscita ad individuare alcuni soggetti da mettere sotto sorveglianza.

Gli agenti impiegati in questa attività di indagine hanno eseguito molteplici servizi di osservazione e controllo dei sospettati, riuscendo ad individuare un gruppo di soggetti di origine sinta, molti di loro legati da vincoli parentali, dimoranti tra Verona e Padova, Venezia, Udine e Milano.

L’incrocio dei dati acquisiti nel corso delle investigazioni – ovvero i filmati registrati nei pressi dell’abitazione di proprietà del gruppo criminale, i dati dei movimenti delle auto utilizzate, le intercettazioni telefoniche ed i tabulati telefonici – ha consentito di accertare 38 episodi delittuosi commessi in questa provincia, nonché in quelle di Reggio Emilia, Mantova, Brescia, Modena e Ferrara. A tal riguardo è emerso che le singole attività delittuose non sono state realizzate in via occasionale ma sono risultati essere il frutto di un’organizzazione composta da 4 componenti, impegnati nell’esecuzione materiale dei reati spesso anche con gli altri sodali, destinatari anch’essi della misura cautelare,  reati programmati come unica attività dalla quale trarre la loro esclusiva fonte di reddito.

La Mobile ha ricostruito come gli indagati si appostavano nei parcheggi, soprattutto  nei centri commerciali, e dopo aver attentamente individuato il malcapitato,  si impossessavano della borsa lasciata all’interno della vettura sia attraverso la rottura del vetro oppure forando una ruota dell’auto prescelta, e approfittando così  della momentanea disattenzione della vittima, impegnata nella sostituzione del pneumatico.

Il valore dei beni sottratti dall’intero gruppo criminale, tra cui diversi gioielli, monete d’oro ed orologi di notevole pregio, supererebbe i 150.000 euro.

 

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