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28 Gennaio 2023
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Presa la banda di criminali serbi specializzata nelle spaccate in danno di gioiellerie

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Una banda di sei decisissimi e pericolosissimi criminali serbi, con base a Roma e Napoli, che dal febbraio 2015 ha colpito le gioiellerie di mezza Italia, da Verona a Bergamo, fino a Prato e Taranto. È quella sgominata ieri dalla polizia delle questure di Verona e Bergamo con un’operazione congiunta. La banda è ritenuta responsabile di diversi colpi, tutti effettuati con il medesimo sistema della “spaccata”, per un danno del valore totale di oltre 1.500.000,00 di euro.

Il primo furto si è registrato a Verona la notte del 2 febbraio 2015 quando, alle 3,30 circa, quattro malviventi travisati sono riusciti a rompere la saracinesca e a sfondare la vetrina di una gioielleria a colpi di mazza, impossessandosi poi di una refurtiva di gioielli e orologi del valore di 150.000 euro, e poi darsi alla fuga a bordo di due autovetture, rispettivamente una Mercedes Classe C sw AMG ed una Audi S4 sw, sulle quali erano state applicate delle targhe rubate a Sona.

Il secondo furto si è registrato a Prato la notte del 15 febbraio 2015, quando quattro individui a volto coperto, dopo aver sfondato con un’ascia la vetrina della porta di ingresso di una gioielleria, sono penetrati all’interno e hanno prelevato tutti i preziosi esposti, per un valore di 50.000 euro, per poi darsi alla fuga facendo perdere le loro tracce.

Il terzo colpo si è registrato a Bergamo la notte del 16 febbraio 2015, allorquando quattro individui, a volto coperto, dopo aver sfondato la porta d’ingresso di un’importante gioielleria del centro cittadino, con una Fiat Marea rubata poco prima ed utilizzata come “ariete”, sono riusciti in 4 minuti a trafugare gioielli ed orologi per un valore di circa 1.000.000 di euro, per poi fuggire a bordo di due autovetture sulle quali avevano applicato targhe rubate.

Apparendo sin da subito chiaro che i tre colpi fossero stati commessi dalle stesse persone, d’intesa con le competenti Autorità Giudiziarie, è stato costituito dalla Squadra Mobile Scaligera, un pool investigativo composto dagli investigatori delle Squadre Mobili di Verona e Bergamo, coordinati dal Servizio Centrale Operativo di Roma.

L’attenzione degli investigatori, inizialmente, si è rivolta all’analisi di tutte le immagini disponibili al fine di ricostruire i percorsi effettuati dai malviventi prima e dopo la commissione dei furti. A tal fine sono stati quindi estrapolati dagli impianti di videosorveglianza, sia cittadini sia privati, di Verona e Bergamo, numerose ore di filmati, dalla cui analisi è emerso che una delle due autovetture utilizzate per i colpi messi a segno era la stessa. In particolare, si è accertato che la Mercedes AMG sw riportava un’evidente ammaccatura sul passaruota posteriore sinistro, contraddistinguendola in maniera inequivocabile.

L’elemento di svolta che ha permesso agli investigatori di indirizzarsi verso i componenti del gruppo criminale è stata la visione di un filmato estrapolato da una telecamera privata di Verona, dove la sera del 31 gennaio 2015 si è riscontrato il passaggio della Mercedes AMG sw, priva della targa di copertura, verosimilmente in occasione del sopralluogo. I successivi accertamenti hanno consentito agli investigatori di scoprire che a bordo di quell’autovettura erano stati precedentemente controllati, da pattuglie della Polizia, due degli odierni arrestati.

Gli ulteriori sviluppi investigativi, caratterizzati dall’analisi di migliaia reports telefonici e dall’ascolto delle intercettazioni telefoniche, hanno consentito poi di identificare compiutamente tutti gli autori dei furti e di accertare che gli stessi, di base a Roma e Napoli, partivano in trasferta verso varie città d’Italia per perpetrare nel giro di pochi minuti furti di ingente valore. Ed infatti, le attività d’indagine hanno permesso inoltre di attribuire ad alcuni dei predetti arrestati, in concorso con altri, ulteriori colpi messi a segno con le stesse modalità alle gioiellerie di Pedaso (Ascoli Piceno) e Milano Marittima (Ravenna) nel mese di maggio 2015 e di Pulsano (Taranto) nel mese di giugno dello stesso anno.

Al termine dell’attività investigativa, ampiamente condivisa dal Pubblico Ministro titolare delle indagini dottoressa Rinaldi che ha richiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale di Verona dottoressa Donati le misure cautelari, che sono state eseguite ieri nei confronti dei sei malviventi condotti pnelle case circondariali di Verona, Roma e Napoli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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