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11 Agosto 2022
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Primo anno della Fattoria sociale Margherita, appello alla Regione: «Non ci lasci soli. Aiutiamo tante persone»

«La legge regionale del 2013 sull’agricoltura sociale è stata una grande illusione. Credevamo che potesse dare reddito alle aziende agricole e rappresentare per le strutture pubbliche un servizio per l’integrazione delle persone svantaggiate, invece è rimasta lettera morta».

Sono le parole amare pronunciate da Giambattista Polo, presidente della cooperativa sociale “La Mano 2”, che gestisce l’azienda agricola Fattoria Margherita, a Oppeano, prima fattoria sociale del veronese riconosciuta dalla Regione. Undici ettari di terreno sui quali una quarantina di persone di ogni età, affette da disabilità psichiche e cognitive, pratica l’ortoterapia coltivando fragole, ortaggi, alberi da frutto, erbe aromatiche e officinali, farro ed erbe foraggere, tutte biologiche. La cooperativa è parte integrante del Gruppo Gav (Giovani amici veronesi), che comprende anche la Fondazione Gav, che detiene la proprietà dell’intero patrimonio.

Ieri, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Andrea Lavagnoli (presidente Cia Verona), Giambattista Polo (presidente coop La Mano 2), Nadia Ragno (coop La Mano 2), Francesco Albertini (coop Gav) ed Emanuela Bissoli (assessore alle politiche sociali del Comune di Oppeano), si è fatto il punto su un anno di attività della fattoria, illustrando le difficoltà che impediscono al progetto di decollare come dovrebbe.

«Siamo stati i primi a Verona a iscriverci all’elenco regionale delle fattorie sociali, un iter molto faticoso perché la nostra iniziativa ha dovuto passare al vaglio di otto enti, conferenze di servizi ed esperti per regolarizzare i vari aspetti. Mesi e mesi di trafile burocratiche. L’abbiamo fatto perché speravamo che la legge del 2013 ci consentisse di essere un punto di riferimento per l’erogazione di servizi agli enti pubblici, in particolare alle Ulss – ha spiegato Polo -. Invece, è successo che la legge non è riuscita ad affermare all’interno del piano sociosanitario della Regione, compreso quello che si sta varando per il periodo 2019-2013, l’importanza di questa attività che si svolge a contatto con la natura e gli animali per dare un servizio alle persone svantaggiate. Le fattorie sociali dovevano essere il servizio di punta della Regione ed era prevista pure l’istituzione di un osservatorio. Non se n’è fatto nulla. Abbiamo compiuto grossi investimenti, ma non vengono presi in considerazione. Perciò vogliamo lanciare un appello alle fattorie sociali, per fare squadra e portare la nostra voce in Regione».

Albertini, presidente della cooperativa Gav, di cui fa parte la Mano 2, ha precisato che la fattoria sociale è uno dei più bei sogni realizzati da don Marino Pigozzi, fondatore della Gav, conosciuto come il prete dei poveri, dei bisognosi, degli ultimi: «C’è bisogno che gli enti ci affianchino soprattutto nell’accogliere i bisogni di quelle fasce che non sono tutelate e vivono ai margini, che vengono tutti i giorni a chiederci una mano – dice -: persone depresse, che hanno perso il lavoro, che hanno vicissitudini familiari, ragazzi con problematiche sociali, anziani soli. L’ortoterapia è un’occasione per loro importante di reintegro e di socializzazione, che è necessario e doveroso dare».

 

Nadia Ragno, vicepresidente della Mano2, ha ricordato che uno dei motti di don Marino era: un lavoro per sperare. «Tutti noi abbiamo fatto proprio questo motto. Creare lavoro è una scommessa per tutti nell’attuale momento storico, ma lo è ancora di più per le persone svantaggiate. Noi siamo riusciti ad avviare un’attività professionale, a creare un mercato e a vendere prodotti, inserendo molte persone nel circuito lavorativo. Consegniamo i prodotti con cassettine a domicilio, per fare opera di sensibilizzazione verso la cittadinanza. È un lavoro grande, che ci piacerebbe potesse continuare ed essere ampliato».

Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Verona, ha dichiarato che le associazioni agricole credono molto nell’agricoltura sociale, «che sta ricoprendo un ruolo molto importante per far fronte a queste problematiche. C’è stata attenzione della politica per questa nuova attività, ma ci sono ancora molte lacune di colmare e si rischia di perdere occasioni importanti per tutta la società».

L’assessore Emanuela Bissoli ha garantito il proprio impegno a farsi portavoce in Regione del grido d’allarme: «Le realtà come queste sono importantissime e fanno bene a tutto il territorio. Come assessore ai servizi sociali conosco bene la difficoltà per le persone svantaggiate di inserimento e lavoro. Non possiamo permetterci che queste preziose strutture rischino di chiudere».

La fattoria Margherita fa parte di La Mano 2, prima cooperativa del veronese iscritta nell’elenco regionale delle fattorie sociali della Regione Veneto e associata alla Cia di Verona. È un’azienda agricola di medie dimensioni certificata biologica. I profili di professionalità presenti nella comunità, in campo agronomico e sociosanitario, consentono di realizzare una progettazione abilitativa e riabilitativa sia con l’ortoterapia, le piante aromatiche e officinali, con gli animali, con le attività di pittura e decorazione legate all’ortoterapia. Gli spazi, sia esterni che interni, sono attrezzati e rispondenti alle normative di sicurezza, per assicurare in ogni periodo dell’anno la continuità delle attività all’interno dei percorsi occupazionali, terapeutici e riabilitativi individuati per ogni persona.

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