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17 Agosto 2022
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Regionali 2020, ecco la lista veronese de “Il Veneto che vogliamo”: in corsa la Legnaghese Donatella Ramorino

È stata presentata nelle scorse ore la lista veronese de “Il Veneto che vogliamo” che vede tra i candidati al consiglio regionale la Legnaghese Donatella Ramorino, ex assessore allo sviluppo sostenibile del territorio della giunta Scapin a Legnago. Gli altri candidati sono Francesca Bragaja, Riccardo Anoardo, Jessica Cugini, Michele Bertucco, Barbara Gelmetti, Vasco Carradore, Carlo Piazza, Laura Tarantino. Sono stati scelti dall’assemblea provinciale veronese del movimento per la lista regionale del movimento civico e popolare il “Veneto che Vogliamo” che sosterrà Arturo Lorenzoni come candidato presidente alle elezioni del 20 e 21 settembre: 5 donne e 4 uomini «che rappresentano tutto il territorio provinciale, provenienti da percorsi politici, civici, associativi e che ben esprimono la volontà di creare una lista rappresentativa delle esigenze dei territori, delle competenze e sensibilità delle varie anime e dei vari percorsi che animano “Il Veneto che vogliamo”», ha detto il candidato governatore Lorenzoni.

Presentato anche il programma del movimento, in libretto color verde-laguna intitolato “Tutto un altro futuro”. I temi centrali sono la tutela del territorio, la sanità pubblica, il rilancio del trasporto pubblico, l’impegno contro le disuguaglianze. Il programma, insieme al Manifesto “Veneto Mondo”, per una Regione aperta al mondo, sono stati firmati da candidate e candidati che si sono impegnati ad esserne portavoce in consiglio se saranno elette ed eletti.

Per Lorenzoni queste elezioni Regionali «sono un’occasione storica per portare una politica centrata non sull’appartenenza ai gruppi politici, ma sulla condivisione di contenuti e di obiettivi che stanno a cuore ai cittadini del Veneto: la protezione dell’ambiente, la difesa della sanità pubblica, lo stimolo all’investimento sul territorio per la creazione di valore per tutti” – e poi “un turismo lento, vicino alle persone, capace di interpretare i nuovi vincoli imposti dalla situazione sanitaria, un trasporto pubblico finalmente protagonista».

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