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22 Ottobre 2020
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Regionali 2020, Valente si è dimesso dalla Coldiretti dopo 35 anni per candidarsi con FdI

«Ho sentito che era il momento di mettere a disposizione della mia terra, quella veronese, tutte le competenze maturate in questi anni. Per questo, mi sono candidato con Fratelli d’Italia alle elezioni Regionali e pertanto ho ritenuto opportuno e doveroso dare le mie dimissioni dal consiglio direttivo di Coldiretti Verona».

Claudio Valente spiega così la decisione maturata ai primi di agosto di dimettersi da quella che per 35 anni è stata la sua casa: la Coldiretti di Verona che l’ha visto consigliere e per quasi 8 anni presidente provinciale. «In questi anni ho rappresentato tutti i nostri Comuni, senza tessere politiche in tasca, sia come presidente e consigliere di Coldiretti Verona, che vicepresidente di VeronaFiere e membro di giunta della Camera di Commercio – riprende Valente -. Nel frattempo non ho mai smesso di lavorare, svegliandomi di primo mattino, portando avanti un’azienda agricola. Questo aspetto lo ritengo fondamentale: credo sia molto difficile comprendere a fondo i problemi delle famiglie, degli imprenditori, degli agricoltori, dei commercianti e degli artigiani, se non si è uno di loro. Uno che deve far quadrare i conti in azienda e a casa, confrontandosi quotidianamente con gli ostacoli concreti, burocratici e finanziari, che ogni mio concittadino incontra».

«Mi sono candidato alle elezioni regionali, nel centrodestra, con Fratelli d’Italia perché la solidarietà e l’impegno verso gli altri non sono “monopolio” della sinistra, così come tanti altri valori, dall’ambiente alla cultura, all’istruzione sono patrimonio mio e del centrodestra – sottolinea l’esponente nato e vissuto a Roverchiara, dove la moglie, Loreta Isolani, è sindaco del paese da 8 anni – C’è un altro aspetto che mi ha convinto a mettermi a disposizione della mia terra: a tutta la provincia, partendo dai piccoli Comuni, serve una rappresentanza più forte a Venezia. E questo è chiaro da almeno vent’anni. Non basta avere la residenza nel veronese per rappresentarla, è necessario essere un veronese, averla vissuta, lavorarci, viverci davvero. Sono della Pianura, una delle grandi cenerentole della politica veronese. Ho combattuto per il Basso Veronese come per le terre del vino, per il Lago e per la Lessinia. Per tutte quelle “periferie” che meritano di più, perché Verona può crescere solo se cresce insieme a tutta la nostra provincia».

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