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11 Agosto 2022
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Coletto (Lega): «La salute è un diritto: è il mio impegno da sempre»

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«La salute è un diritto da difendere e da sempre il mio impegno, va in questa direzione. Negli ultimi cinque anni grazie al mio mandato in Regione ho potuto portare avanti obiettivi e necessità dei cittadini veneti e veronesi.. Il mio impegno è quello di continuare a lavorare con trasparenza, chiarezza e concretezza per poter mantenere il Veneto Regione virtuosa, in campo sanitario e Verona grande punto d’eccellenza. Le nostre liste d’attesa rispondono ai tempi previsti in una media tra l’80 e il 90%».

Ha puntato su quanto fatto in questi cinque anni da assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, ufficializzando oggi la sua candidatura alle regionali nelle fila della Lega Nord, sostenuto dal segretario provinciale del Carroccio, Paolo Paternoster, dal senatore Paolo Tosato e dal segretario della sezione “Borgo Roma Ca di David-Ugo Zuanetti”, Alessandro Cappiotti.

«Abbiamo una medicina d’eccellenza e conti in attivo da 5 anni, oltre ad essere l’unica regione in Italia senza l’addizionale Irpef. Ma ora tutto ciò è messo a repentaglio dalle mazzate del Governo Renzi, che vuole imporre nuovi tagli al fondo veneto destinato alle cure. Così si calpesta il diritto costituzionale alla salute per consegnare il Paese al sistema delle assicurazioni private ed ora più che mai ribadisco il mio forte no. Mi candido per portare avanti il mio lavoro e per far si che le cose cambino definitivamente. Il Veneto deve poter godere di quanto gli spetta e non può continuare a pagare le spese di chi non sa gestire quanto ha a disposizione – ha scandito l’assessore Coletto, spiegando, in merito ai tagli imposti dal Governo Renzi, che arriveranno a 2,7 miliardi l’anno per tre anni da qui al 2017, in tutti gli incontri istituzionali in materia il Veneto abbia sempre ribadito il suo dissenso: «Niente costi standard, l’unico strumento per incidere effettivamente sugli sprechi, niente distinzioni tra virtuosi e spreconi, niente che vada a mettere ordine dove si buttano i soldi. Per non parlare dell’ultima versione di questo testo, del quale deve avere paura persino il Governo perché dopo tanti annunci sul fatto che erano tutti d’accordo (meno il Veneto), proprio in settimana, lo stesso, ha rinviato la Stato-Regioni che avrebbe dovuto formalizzarlo, ci sono persino tagli agli stipendi dei medici! Sono nascosti nel burocratese del paragrafo C.2 della cosiddetta “intesa” dove si scrive: “… le risorse relative al trattamento accessorio liberate a seguito delle riorganizzazioni correlate al rispetto degli standard ospedalieri, sono portate permanentemente in riduzione dell’ammontare complessivo dei fondi annualmente destinati al trattamento accessorio”. Non esiste proprio e poi davanti al nostro no, io e il Presidente Zaia, veniamo accusati di strumentalizzazione politica?! Sono ora più che mai determinato a difendere il diritto alla salute, non solo dei veneti, ma di tutti gli italiani, perché è vicinissimo il momento dell’insostenibilità. Basti pensare che la previsione del Def al 2020, che non è lontano, dedica alla sanità il 6,6% del Pil, quando l’Oms ci dice che sotto il 6,5% comincia a diminuire l’aspettativa di vita per la gente».

«Il metodo giusto è invece quello veneto della collaborazione grazie alla quale, ad esempio, la spesa farmaceutica è in discesa da tempo e nel primo semestre 2014 ha raggiunto un bel meno 28 milioni – ha continuato Coletto -. In questi 5 anni di Governo Zaia come Lega Nord abbiamo inoltre ridotto i tempi di intervento sulle emergenze sanitarie; ho messo online i risultati delle analisi cliniche per ben 5 milioni di veneti per un risparmio da 72 milioni di euro. Sono riuscito nell’intento di aprire gli Ospedali veneti per le visite specialistiche di notte e di istituire unità speciali negli ospedali per infarti, ictus e tumori. Inoltre proprio a Verona è sorto in questi anni, grazie al lavoro di squadra fatto con i medici, un polo d’eccellenza che l’Europa intera ci invidia per tecnologia, avanguardia e professionalità medica. Parlo del “Polo Confortini” di Borgo Trento fiore all’occhiello per Regione Veneto e non solo. Mi sono poi battuto per gli ospedali dismessi della provincia perché fossero riconvertiti e pronti ad erogare i principali servizi sanitari. Tanti i risultati raggiunti ma altrettanti sono quelli che vorrei portare avanti se il 31 maggio venissi riconfermato».

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