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23 Gennaio 2021
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Regionali, la candidata Bigon ha affrontato a Bovolone il tema lavoro

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Serata impegnativa all’insegna della discussione a 360 ° sul lavoro quella organizzata ieri nella sala civica di Bovolone, con ospite Flavio Zanonato, europarlamentare del Partito democratico ed ex ministro dello Sviluppo economico. Il dibattito ha visto protagonisti anche Maurizio Sartori, giuslavorista, e Anna Maria Bigon, sindaco di Povegliano veronese e candidata che apre la lista del Pd veronese alle prossime elezioni regionali di maggio.

Esordisce l’avvocato Sartori parlando della differenza tra flessibilità e precarietà: «I cambiamenti nel mondo del lavoro, legati ad una legge del 1970 in Italia, sono stati dettati dalla variazione del mercato del lavoro e delle condizioni in Europa a seguito della crisi. Era necessario uscire dalla rigidità e la riforma, con i suoi pregi e limiti, ha promosso la flessibilità sulla precarietà, che è stata la regola per anni: e si è allargata anche alla flexsecurity, una forma di tutela non solo del lavoratore, ma del lavoro in sé. Siamo diventati un po più europei».

E l’Europa è il punto di osservazione privilegiato di Flavio Zanonato, che invece pone l’accento sulla competizione internazionale: «Non è possibile pensare di affrontare le sfide globali che ci pongono i Paesi emergenti da soli. L’Europa è il mercato più importante del mondo ma in questi anni ha sposato solamente la lingua dell’austerità che ha dato risultati contrastanti. Il piano predisposto dal presidente della commissione Juncker però vuole ribaltare questo paradigma, mettendo in circolo più di 300 miliardi di euro di investimenti per riattivare l’Eurozona. Il tutto “stimolato” giustamente dalla politica espansiva della BCE guidata da Mario Draghi. È la strada giusta e avrà ricadute benefiche anche sull’occupazione».

Ancorato alla realtà di tutti i giorni l’intervento di Anna Maria Bigon, che come sindaco rimarca l’essere in prima linea degli amministratori di fronte alla crisi, quando il cittadino si trova in difficoltà e bussa alla porta del comune: «Essere sindaco è un privilegio e il compito è quello di far fronte alle esigenze dei propri cittadini. È troppo facile dire che non si può fare niente, lamentarsi e poi restare fermi: abbiamo affrontato il problema della crisi del lavoro avviando tre progetti, per giovani sotto i 30 anni, adulti disoccupati e anziani con la pensione minima. Sono occupati nel giardinaggio e nelle piccole manutenzioni cittadine, rendono un servizio al paese e possono integrare i loro redditi”. Si scalda poi il sindaco quando il discorso vira sulla regione “Il cittadino è la cosa più importante che abbiamo e va difeso: la regione ha più volte dimostrato che i veneti sono venuti dopo, abbandonati non solo sul lavoro, ma anche su sanità e servizi sociali di sostegno».

 

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