“La Regione, proprio per la vivacità del contesto economico-imprenditoriale e la posizione geografica strategica risulterebbe maggiormente vulnerabile a infiltrazioni mafiose e a interessi di tipo crimino-affaristico. Le ingerenze nell’economia veneta di attori criminali mafiosi, in particolare della ‘ndrangheta e della camorra, continuano a rappresentare una minaccia”
«Sono alcuni passaggi dell’ultima relazione semestrale della Dia, Direzione investigativa antimafia. Nelle rivelazioni di un pentito, riemergono in questi giorni notizie sulla presenza ndranghetista a Verona, che avrebbe stretto rapporti molto ravvicinati con il Comune di Verona durante l’amministrazione Tosi 2. Ciò mette in cattiva luce, nuovamente, l’intera città -. dice Michele Bertucco, assessore comunale a Verona e candidato al Consiglio regionale veneto per Avs -. Si tratta di chiari segnali che attestano la necessità di istituire una Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e di una Direzione Investigativa Antimafia (DIA) a Verona, come proposto dal sottoscritto da consigliere comunale di opposizione».
Di queste necessità si discuterà giovedì 13 novembre alle 20,45 al centro Tommasoli di via Perini 3 a Verona, in un incontro pubblico intitolato “La mafia in Veneto c’è! Cosa può fare la Regione?” al quale parteciperanno, oltre a Bertucco, Roberto Fasoli, già consigliere regionale, presentatore della legge regionale per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso, e Gianni Belloni, giornalista e profondo esperto delle infiltrazioni nella nostra regione, autore del libro “Come pesci nell’acqua. Mafie, impresa e politica in Veneto”, Donzelli edizioni.






