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14 Agosto 2022
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Regionali, Polo firma una “Carta per l’agricoltura”

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«L’agricoltura veronese deve tornare al centro delle politiche regionali perché rappresenta oltre il 50% del fatturato dell’agricoltura Veneta, cioè 2,4 su 5,5 miliardi di euro. Per questo le associazioni unitarie del mondo agricolo veronese sostengono la candidatura a consigliere regionale dell’agricoltore ed ex coordinatore provinciale di Agrinsieme, Giambattista Polo».

Lo ha ribadito con forza Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona, nell’incontro tenuto oggi nella sede di Confagricoltura Verona, presenti il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori), Michele Pedrini, il presidente regionale di Fedagro-Confcooperative, il veronese Primo Anselmi; quello di Aic-Coopagri provinciale, Albino Stevani; e Davide Mantovanelli, responsabile settore agroalimentare Veneto di Lega delle Cooperative. Davanti a loro Giambattista Polo, candidato come indipendente nella lista civica “Alessandra Moretti”, ha sottoscritto una “Carta per l’agricoltura” che punta su quattro fondamentali punti così riassunti dallo stesso Polo: «Garantire un giusto reddito all’agricoltore che non deve mai, come spesso accade oggi, essere inferiore ai costi sostenuti. Sburocratizzare la macchina regionale del settore, i cui costi oggi alimentano un disservizio che alle aziende agricole veronesi costa 133 milioni di euro annui, con. 21 milioni dei 77 destinati dal bilancio regionale all’agricoltura assorbiti per il funzionamento dell’Avepa (Agenzia veneta pagamenti in agricoltura). Sostenere il cibo che è l’identità del nostro territorio e della nostra cultura perché i prodotti agricoli non sono una merce come le altre, finiscono nel nostro piatto e li mangiamo. Basta con politici che sono in Regione da decenni, qualcuno addirittura al quinto mandato, e che oggi si proclamano portatori degli interessi degli agricoltori, dopo che la Regione da loro amministrata ha visto in 25 anni sparire nel Veronese sotto strade e capannoni 18.000 ettari agricoli, un territorio grande quanto il Comune di Arcole».

Polo è diventato famoso durante la campagna elettorale per aver realizzato uno speciale santino elettorale: una bustina di sementi di Radicchio Rosso di Verona con lo slogan “Semina il futuro”.

«Sono nato in una famiglia di agricoltori tra Bonavigo e Minerbe e ho sempre fatto l’agricoltore – spiega il candidato -. Dovevo dare alla gente qualcosa che richiamasse la terra e quindi le sementi di Radicchio Rosso. Ne ho distribuito 10 mila buste che se seminate, per difetto calcolando la moria di piantine, fanno 130 ettari, 1 milione e 300 mila metri quadrati, coltivati a Radicchio Rosso di Verona. E non a caso ho puntato sul Radicchio Rosso di Verona. Nel Veneto agricolo non esiste solo Treviso, col suo radicchio ed il suo Prosecco. Verona vale ben di più».

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