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6 Giugno 2023
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Regione, la maggioranza va sotto e non passa il referendum abrogativo della quota proporzionale lanciato da Salvini

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Non è passata per un voto in consiglio regionale del Veneto la proposta per il referendum sull’abrogazione della quota proporzionale nella legge elettorale, iniziativa avanzata in otto consiglio regionali su imput del leader della Lega, Matteo Salvini. Erano richiesti 26 voti favorevoli, ne sono arrivati 25. La maggioranza guidata dal presidente Luca Zaia, infatti, ieri è andata sotto, battuta dall’opposizione.

«È un clamoroso autogol della maggioranza, forse andata in confusione dopo la prima sberla della Cassazione. È incredibile, dopo aver fatto un’operazione di pura propaganda politica in fretta e furia per compiacere Salvini, oggi la maggioranza è andata sotto sulla richiesta di referendum abrogativo della quota proporzionale dalla legge elettorale – ha detto subito il consigliere regionale Orietta Salemi, vice capogruppo del Partito Democratico -. Zaia avrebbe dovuto presentarsi in aula, ora il Veneto diventa la pecora nera delle otto regioni che avevano fatto a gara, come soldatini, a rispondere ‘signorsì’ al loro Capitano”».

Il Veneto, seguendo le indicazioni della Cassazione, aveva integrato i quesiti sottoposti al referendum. La deliberazione è stata introdotta in aula dal relatore Alessandro Montagnoli (Lega). Durante il dibattito il Pd, che ha evidenziato l’assenza ai lavori del presidente Zaia, aveva preannunciato voto contrario, così come Leu, CpV e IiC, mentre Ap si è astenuto e SiamoVeneto non ha partecipato al voto. Alla fine l’esito è stato di 25 favorevoli, 14 contrari, 2 astenuti. Il provvedimento non ha così raggiunto la maggioranza assoluta richiesta, e il presidente del Consiglio, Roberto Ciambetti ha annunciato la mancata approvazione della proposta di deliberazione.

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