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S. Bonifacio, sfilza di avvisi di garanzia per la vicenda delle quote di Unicoge che dovevano andare a creare Agsm Energia Est Veronese

luglio 7, 2020 7:22 pm Category: Cronaca, Cronaca, Est Veronese, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Il sindaco di San Bonifacio, Giampaolo Provoli

Una sfilza di avvisi di garanzia, dal sindaco di Verona, Federico Sboarina al presidente della Provincia, Manuel Scalzotto, al sindaco di San Bonifacio, Giampaolo Provoli, a tutti i consiglieri (si parla di 45 persone indagate) che hanno votato a favore nei consigli comunali di Verona, San Bonifacio e Cologna Veneta alla delibera che prevedeva il conferimento delle quote di Unicoge, società della luce  del gas di San Bonifacio,  dei due Comuni (San Bonifacio e Cologna Veneta) alla nuova società (costituita dal Comune di Verona con Agsm Verona) e denominata Agsm Energia Est Veronese Srl.

Il via alle indagini, e quindi la consegna dei primi avvisi di garanzia, dovuti per permettere a chi è coinvolto di difendersi e tutelarsi, sarebbe iniziata ieri da Verona, quindi con la consegna degli atti al sindaco Federico Sboarina. A farlo sapere, oggi, è il consigliere comunale Michele Bertucco: «Come Verona e Sinistra in Comune avevamo sollevato il problema Il 20 dicembre 2018 quando il Consiglio comunale deliberava la costituzione di una new.co controllata da Agsm (Agsm Energia Est Veronese S.r.l.). La new.co., nelle intenzioni del Comune di Verona avrebbe permesso ad Agsm, insieme ai Comuni di San Bonifacio e di Cologna Veneta che detenevano meno del 34% di Unicoge, di acquisire le quote della società appartenenti agli altri soci pubblici, cioè i Comuni di Colognola ai Colli, Soave, Lonigo e Zimella, proprietari di oltre il 50%».

«Morale della favola? Agsm di fatto avrebbe acquisito, superando il diritto di prelazione di Sinergas, l’80% di una società con un giro d’affari di quasi 30 milioni di euro – conclude Bertucco -. Sinergas e il Comune di Lonigo avevano fermato tutto facendo ricorso al Tar e il sindaco di Lonigo si era rivolto anche alla Procura della Repubblica di Verona. E oggi si è saputo della consegna dei primi avvisi di garanzia a Sboarina, Scalzotto e ai consiglieri comunali di Verona, San Bonifacio e Cologna Veneta».

«Personalmente non ho ancora ricevuto alcun avviso, ma la questione è nell’aria anche perché tutti sappiamo che in merito esiste un esposto alla Procura della Repubblica che è stato presentato ancora due anni fa dal sindaco di Lonigo, Luca Restello. Quindi, l’apertura di un’indagine da parte della Procura è scontata. La cosa incredibile è che proprio ieri, invece, il Tribunale amministrativo regionale ha dato ragione a San Bonifacio e Cologna Veneta contro il Comune di Lonigo che invocava la gara pubblica per la vendita delle quote, affermando il valore, invece, della permanenza in mano pubblica della società e quindi il pieno diritto dei soci pubblici di esercitare la prelazione sulle quore», afferma il sindaco di San Bonifacio, Giampaolo Provoli.

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