La Squadra Mobile di Verona ha arrestato, sabato 20 giugno, a San Bonifacio, tre cittadini rumeni, due uomini di 40 e 30 anni e una donna di 40 anni, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio, ritenuti responsabili di una serie di furti consumati e tentati nel territorio veronese.
L’operazione è scattata subito dopo un furto ai danni di un anziano e un tentativo di furto nei confronti di un’altra vittima. Gli investigatori della Squadra Mobile di Verona sono riusciti a rintracciare rapidamente i tre sospettati, facendo emergere un modus operandi ormai noto alle forze dell’ordine: la cosiddetta “tecnica dell’abbraccio”.
I tre colpivano soprattutto persone anziane, avvicinandole con modi apparentemente cordiali per poi sottrarre orologi e gioielli in pochi istanti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna si avvicinava alle vittime con una scusa, instaurando un contatto fisico apparentemente amichevole. Nel frattempo, approfittando della distrazione creata, riusciva a sfilare collane e orologi di valore. I due complici avrebbero invece svolto il ruolo di palo, monitorando la situazione e garantendo la fuga.
L’attività investigativa ha consentito di collegare il trio anche ad altri episodi. Tra questi, un furto commesso poche ore prima ai danni di un esercizio commerciale e un tentato furto nei confronti di una donna veronese di 70 anni avvenuto il 9 giugno scorso.
Nel corso delle perquisizioni personali e domiciliari gli agenti hanno sequestrato numerosi beni ritenuti di provenienza illecita, tra cui borse, scarpe e occhiali di marca, oltre a una somma superiore a 37 mila euro in contanti.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona e supportata da attività tecniche della Squadra Mobile, avrebbe inoltre consentito di ricondurre i tre indagati ad altri episodi analoghi avvenuti nella provincia, in particolare ai danni di persone anziane e attività commerciali.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Verona ha convalidato gli arresti e disposto per tutti e tre gli indagati la custodia cautelare in carcere.






