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16 Agosto 2022
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San Bonifacio, arrestato il medico Lanzafame nell’operazione della Guardia di Finanza contro falsi invalidi e sfruttamento della manodopera

Sconcerto a San Bonifacio per l’arresto questa mattina all’alba di Alfio Lanzafame, 78 anni, medico del lavoro, di origine siciliana ma da anni a San Bonifacio, sposato una figlia, con un trascorso da consigliere comunale di Forza Italia. Secondo le indagini della Guardia di Finanza il medico era al centro di un vasto giro di falsi certificati medici che servivano da una parte a truffare l’Inps, con la compiacenza di due funzionari dell’istituto pensionistico, per garantire pensioni di invalidità a persone che non ne avevano diritto. E qui sono indagati per ora 42 italiani, tutti residenti tra Caldiero, Belfiore, Soave e San Bonifacio. L’altro versante è invece quello dei falsi certificati di idoneità al lavoro garantiti dallo stesso medico a immigrati in gran parte marocchini, alcuni anche irregolari, che operavano per una cooperativa gestita da un marocchino. Quest’ultimo già arrestato in un’operazione a marzo.

Ma l’indagine vede arrestati, ai domiciliati, anche Antonino Reina, 53 anni, finanziere in forza alla caserma di Soave da una decina d’anni, il quale avrebbe saputo e collaborato da tempo con il medico, tanto che è indagato per truffa ai danni dello Stato, ma l’arresto è avvenuto perché ha presentato due certificati medici falsi che lo davano malato, firmati sempre da Lanzafame, con cui si era presi a giungono 31 giorni di assenza dal lavoro. Ma i suoi stessi colleghi, che già lo tenevano sotto controllo per la frequentazione col medico, hanno appurato che ammalato non lo era proprio.

Ai domiciliari, inoltre, i due funzionari dell’Inps di Verona compiacenti Antonio Bova e Paolo Sabaini; e collaboratori del medico Teresa Bari e Pierluigi Melegatti (per quest’ultimo solo obbligo di firma) che si sarebbero prestati a portare i falsi certificati ai funziari Inps. Indagate altre 52 persone: tra cui alcuni medici specialisti compiacenti con Lanzafame nello stilare i falsi certificati di invalidità. Tra gli indagati, naturalmente, anche il finanziere ai domiciliari e i 42 italiani risultati percettori illegittimi di assegni di invalidità o di accompagnamento rilasciati dall’Inps a seguito dei certificati firmati dal medico fledigrafo.

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