«Edificazioni, cubature, interessi immobiliari: quando gli obiettivi di una parte della maggioranza sono questi, diventa impossibile amministrare una comunità di queste dimensioni».
A denunciarlo è Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega e capodelegazione al Parlamento europeo, in seguito alle dimissioni di Fulvio Soave da sindaco di San Bonifacio. «La Lega ce l’ha messa tutta, Soave non ha colpe. Volevamo lasciare un segno per il futuro di San Bonifacio, ma il percorso è diventato una via crucis a causa di troppi che hanno anteposto interessi che nulla hanno a che fare con gli obiettivi su cui bisognava lavorare – è la dichiarazione del segretario provinciale del Carroccio -. L’esito delle urne e l’apparentamento al ballottaggio hanno disegnato una maggioranza con obiettivi diversi dai nostri. E tutti i successivi tentativi di mediazione sono andati a vuoto, naufragati nel quotidiano tiro al bersaglio di chi avrebbe dovuto sostenere ed aiutare il sindaco». «Ringrazio la squadra della Lega, che con onestà e pensando al bene dei sambonifacesi, ha dato un contributo di qualità al sindaco Soave: il vicesindaco Roberto Turri e le consigliere Consuelo Ciman e Sabrina Felicioni non hanno nulla da rimproverarsi. Ad ogni modo, guardiamo al futuro: abbiamo uomini e donne che vogliono bene a San Bonifacio, torneremo presto a lavorare per il paese».






