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23 Ottobre 2020
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San Bonifacio, domani confronto pubblico sulla Tav

treno-altavelocità

Confronto pubblico a San Bonifacio sul tracciato del Treno ad alta Velocità. L’incontro-dibattito si terrà giovedì 16 aprile alle 20,45 al Cinema Centrale in via Marconi, come comunicato dal sindaco con un avviso pubblico in cui invita a partecipare tutta la popolazione. «Dobbiamo decidere tutti assieme dove far passare l’alta velocità nel territorio comunale, perché una cosa è sicura: il progetto sta ora procedendo speditamente e rischiamo di trovarci i lavori in casa senza aver potuto incidere sul miglior tracciato possibile per il nostro territorio», sottolinea il primo cittadino Giampaolo Provoli.

Il sindaco sta lavorando fin dalla sua elezioni per spostare dal centro la Tav e portarla a sud del paese, in affiancamento alla superstrada Porcilana, considerato il percorso meno impattante. «Farla passare in centro al paese vorrebbe dire bloccare San Bonifacio per anni per i lavori, distruggere non so quante case provocando lo spostamento di intere famiglie, ed avere per sempre un “muro” di questo tipo che divide il paese – spiega il sindaco -. A Nord il tracciato è stato già bocciato perché avrebbe corso in affiancamento all’autostrada, sopraelevato, con un impatto enorme sulle colline, il castello e la cittadina murata di Soave. Resta il tracciato a sud, in campagna che ritengo il meno impattante».

Su queste argomentazioni, Provoli discuterà giovedì con i cittadini, presentando appunto la proposta di passaggio della linea ferroviaria AV/AC a sud del paese e il confronto con il passaggio in centro, nonché illustrato l’iter ministeriale per l’approvazione del progetto. Si valuteranno altresì con esperti le procedure inerenti agli espropri e agli indennizzi. A moderare l’incontro sarà il direttore di Primo Giornale, Massimo Rossignati.

La prosecuzione a Est, da Brescia verso Padova (passando da Verona e Vicenza), della linea ferroviaria ad Alta velocità si farà. La rassicurazione politica arriva al termine di un vertice al ministero Infrastrutture, presieduto dal ministro Maurizio Lupi, al quale hanno preso parte i prefetti di Verona, Vicenza e Padova, gli amministratori delegati di Ferrovie dello Stato, Rfi, Italferr e i consorzi Cepav II e Iricav II (cioè i costruttori dell’opera). Ministero ed Fs, attraverso un comunicato congiunto, ribadiscono il finanziamento completo dell’opera e il suo inserimento sia nel decreto Sblocca Italia sia nella legge di stabilità. Inoltre annunciano l’accordo raggiunto con la Bei per le anticipazioni a Rfi a fronte «della garanzia fornita dall’allocazione dell’investimento nel bilancio dello Stato». Ai prefetti è stato assicurato il coinvolgimento delle amministrazioni locali per il confronto dei problemi segnalati dal territorio. È stato anche definito il crono programma il cui rispetto è condizione necessaria per l’erogazione dei fondi a fronte dell’avanzamento dei lavori, pena la loro revoca.

E veniamo alla delicata questione dei costi, di cui il comunicato non parla. Diciamo subito che portare i binari della Tav da Brescia a Padova richiede (da contratto di programma) un fabbisogno finanziario complessivo pari a 10 miliardi di euro, per la precisione 10.005 milioni. Poiché i fondi attualmente disponibili ammontano a 1,137 miliardi, ne risulta che per completare l’opera servono ulteriori 8,868 miliardi di euro. Una cifra considerevole. Nel dettaglio: per la Brescia-Verona (3.954 milioni di costo, di cui 768 già disponibili) restano da reperire 3.186 milioni; per la Verona-Vicenza (3.658 milioni di costo, di cui 369 milioni già disponibili) restano da reperire 3.289 milioni; infine, per la Vicenza-Padova va reperita l’intera cifra: 2.393 milioni.

Entro il 30 giugno 2015 dovranno aprire i cantieri sulla tratta Brescia-Verona, per la quale esiste già il progetto definitivo. Entro il 30 giugno 2015 dovrà essere presentato il progetto definitivo del tratto Verona-Vicenza, con apertura cantieri entro il 31 dicembre 2015. Entro il 31 dicembre 2015 dovrà essere presentato il progetto definitivo del tratto Vicenza-Padova.

L’Alta velocità verso Est non si può definire propriamente un’incompiuta, perché qualche tratta è stata fatta, piuttosto un’opera a singhiozzo, appunto perché il progetto ferroviario va avanti a pezzetti. A quest’ora, dicono gli esperti, sarebbe dovuta essere quasi pronta la tratta italiana della Lione-Kiev, l’ex Corridoio 5, invece per ultimare i lavori serviranno ancora diversi anni. In serata il ministro Lupi, in visita a Vicenza, garantisce sulla volontà del governo di andare avanti: «I soldi ci sono, bisogna spenderli. I cittadini – dice Lupi – sono stanchi di chiacchiere. Tutta la procedura sarà trasparente, ma questo è il momento di passare alla progettazione definitiva e all’apertura dei cantieri. Questo ovviamente avrà ricadute positive sull’intera economia del Paese e sull’occupazione per le aziende locali».

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