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15 Agosto 2022
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San Bonifacio, i candidati della Lega: «Torniamo un Paese normale!»

Incontro pubblico ieri sera nella sala civica di San Bonifacio per presentare i candidati della Lega alle elezioni del 4 marzo. Presenti l’assessore regionale Roberto Marcato, il consigliere regionale Alessandro Montagnoli, il segretario provinciale e candidato alla Camera, Paolo Paternoster, e i candidati al Senato Paolo Tosato e Cristiano Zuliani. Il tema decisamente più sentito dai cittadini della zona, è emerso, è quello della sicurezza: il commissario della sezione leghista locale Debora Marzotto ha citato una lunga serie di articoli giornalistici su risse e aggressioni avvenute negli ultimi due mesi nella zona della stazione, evidenziando uno stato di disagio ben più reale di quanto percepito e ammesso dall’attuale amministrazione. Lo stesso tema sarà analizzato nella conferenza indetta per domattina, alle 11,30, al Bar della stazione.

«Siamo l’unico Paese in cui il cittadino deve preoccuparsi sia dei criminali che dei tribunali – ha aperto la serata Marcato -. È un problema di giustizia ma anche di pericolosa deriva culturale, perchè l’integrazione con certe culture è possibile fino a un certo punto. L’autonomia? Il Veneto è primo in Italia per Pil, produzione ed esportazione: possibile che dobbiamo farci insegnare tutto da tutti?».

«La priorità assoluta va all’autonomia, un percorso lungo ma che stiamo avanzando in modo concreto e porteremo avanti ancora, al di là del prossimo governo», ha ribadito Montagnoli.

«Il nostro è un programma elettorale semplice, con punti “normali”: certezza della pena, da scontare nel Paese di origine, legittima difesa, punizione per il ladro e non per la vittima…torniamo a far tornare l’Italia “normale”, da Bolzano a Palermo!», ha precisato Paternoster.

«La sinistra ha fatto solo danni, vogliamo sistemare le cose. Il tema della sicurezza c’è, esiste, è reale, non lo ha certo inventato la Lega», ha chiarito Tosato.

«Come sindaco so bene cosa significhi avere a che fare con risorse sempre minori, l’autonomia non può più aspettare. L’immigrazione? Quella attuale in Italia ha poco a che vedere con chi scappa davvero dalla guerra», ha concluso Zuliani.

 

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