Bufera ieri sera in consiglio comunale a San Bonifacio con la maggioranza finita sotto sulla mozione presentata il 3 settembre da tre consiglieri di maggioranza (Silvano Polo, già sindaco di San Bonifacio, Emanuele Ferrarese, storico esponente del Carroccio locale finito però in rotta di collisione con il movimento proprio dopo la vittoria elettorale, e Giacomo Ferro). Una mozione di sfiducia contro il vicesindaco e assessore Roberto Turri (nella foto), già onorevole della Lega, passata con 9 voti a favore, 2 schede bianche e 5 contrari.
Un chiaro segnale politico per il sindaco Fulvio Soave, che in aula è intervenuto a difesa del suo vicesindaco rinnovandogli la fiducia. Sta di fatto, però, che il vicesindaco non gode più del sostegno del consiglio comunale, anche se è pur vero che spetta al primo cittadino la nomina della giunta e la scelta del vicensindaco. C’è da vedere se Soave riuscirà a resistere allo scossone inferto alla sua maggioranza. E come i partiti, che hanno sostenuto Soave e la candidatura di Turri, che alle elezioni la Lega ha scelto come suo alfiere, reagiranno al voto in aula. Un voto segreto ma su cui sono già iniziati i distinguo e le analisi, seppur la seduta stessa sia stata svolta a porte chiuse, visto che si discuteva di aspetti personali che riguardavano il vicesindaco. Se i voti contrari alla mozione paiono sicuri (il sindaco, i due consiglieri di Fratelli d’Italia ed i due della Lega), le analisi sono tutte sui due astenuti (dove gli occhi sono puntati sui due consiglieri di Forza Italia) e soprattutto sui 9 favorevoli (sicuramente i tre consiglieri firmatari la mozione più l’opposizione, ma mancano altri nomi).






