«Ho depositato oggi. 9 febbraio,una mozione in consiglio regionale per impegnare la giunta Stefani a destinare all’ospedale “Fracastoro” di San Bonifacio il sistema di Chirurgia Robotica attualmente in fase di acquisizione da parte di Azienda Zero. Si tratta di una scelta strategica, necessaria e non più rinviabile per rafforzare l’offerta sanitaria pubblica nell’Est veronese».
Ad annunciarlo è la stessa consigliera regionale Anna Mari Bigon (Pd) che spiega: «La chirurgia robotica rappresenta oggi uno standard consolidato nella chirurgia mininvasiva, in particolare in ambito urologico oncologico, come i tumori di prostata, rene e vescica, ma anche nel trattamento di numerose patologie benigne che richiedono elevata precisione e delicatezza. È una tecnologia che migliora in modo significativo la qualità delle prestazioni, riduce il rischio di complicanze, accorcia i tempi di degenza e consente un recupero più rapido per i pazienti. I benefici clinici sono ampiamente documentati: minore sanguinamento intraoperatorio, riduzione del dolore post-operatorio, degenze ospedaliere più brevi e tassi di complicanze inferiori rispetto alla chirurgia tradizionale. A questi si aggiungono vantaggi organizzativi importanti, con un uso più efficiente delle risorse ospedaliere e un miglioramento complessivo degli esiti di cura».
«L’Ospedale “Fracastoro” di San Bonifacio è il presidio sanitario di riferimento per un’area vasta e popolosa dell’Est veronese e presenta tutte le condizioni per ospitare una piattaforma di chirurgia robotica: adeguate caratteristiche strutturali e organizzative, un volume significativo di attività chirurgica e la presenza di personale qualificato. Dotare questo ospedale di tecnologie avanzate significa rafforzarne il ruolo all’interno della rete sanitaria regionale e garantire ai cittadini cure di alto livello senza doversi spostare verso altri territori – conclude Bigon -. L’introduzione della chirurgia robotica rappresenta inoltre un fattore decisivo per la crescita professionale di medici e infermieri e per l’attrattività dell’ospedale nei confronti di professionisti altamente specializzati, un aspetto cruciale in una fase segnata da una forte carenza di personale sanitario. Portare la chirurgia robotica a San Bonifacio significa investire sulla sanità pubblica, ridurre le disuguaglianze territoriali, rispondere in modo moderno ed efficace ai bisogni di salute dei cittadini dell’Est veronese e valorizzare l’ospedale».






