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2 Dicembre 2022
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Sanguinetto, sui profughi il Comune lancerà una petizione

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L’amministrazione invita la popolazione ad alzare le barricate contro l’arrivo dei profughi con una petizione, ma i cittadini rispondono con un teatro mezzo vuoto dopo giorni di proteste sui social network.

È andata così la riunione organizzata ieri sera al teatro “Zinetti” dal sindaco di Sanguinetto Alessandro Braga e dal suo vice Valentino Rossignoli, dopo che il 18 maggio, dalla Prefettura, è arrivata la notizia che 35 richiedenti asilo si stabiliranno presto all’Hotel Paradise di via Dossi, locale affittato dalla cooperativa L’Angolo di Modena e adiacente al ristorante Ilva, di proprietà della famiglia del primo cittadino leghista.

«Ho avuto modo di parlare con il viceprefetto Alessandro Tortorella – ha spiegato Braga davanti a poco più di 150 persone -. Lui dice che questa situazione è colpa di noi sindaci che, rifiutando l’accoglienza a priori, non abbiamo messo le basi per una seria programmazione. Di questa faccenda contestiamo in primo luogo la location scelta – ha continuato il sindaco – non perché è vicina al ristorante di mio padre, ma, più in generale, perché è adiacente ad un’attività economica con oltre 50 anni di storia che sarà danneggiata dalla presenza dei profughi, che con i loro spostamenti potrebbero creare problemi per i residenti e per gli automobilisti che attraversano la Regionale».

Presenti in sala il sindaco di Cerea Paolo Marconcini, quello di Casaleone Andrea Gennari e quello di Concamarise Cristiano Zuliani, che potrebbero presto avere lo stesso problema. Che fare, dunque, per manifestare il proprio dissenso all’arrivo dei migranti, visto che l’Hotel Paradise rispetta tutte le norme? Ecco pronta una petizione per chiedere la revoca immediata della decisione, da inviare al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministero dell’Interno, in Regione e in Provincia. «Intendiamo raccogliere almeno 2000 firme entro sabato 4 giugno – ha affermato il vicesindaco Rossignoli – altrimenti non invieremo nulla. È inutile lamentarsi sui social: ora è tempo di scendere in piazza. Se i cittadini saranno tutti uniti per contrastare questa imposizione vergognosa, noi ci saremo!».

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