«I bilanci 2025 delle Aziende sanitarie venete, al netto di Azienda Zero, chiudono con un risultato negativo complessivo di 517,879 milioni di euro. L’intervento compensativo di Azienda Zero ha mantenuto in equilibrio il risultato consolidato regionale, ma la pressione economica sul sistema resta evidente».
A denunciarlo, ieri, 23 agosto, è stato Stefano Gottardi (nella foto), segretario generale di UIL FP Veneto, chiarendo: «Non chiediamo di mettere sotto accusa il sistema sanitario regionale, che ogni giorno funziona grazie alla correttezza della grande maggioranza di chi ci lavora. Chiediamo che, a fronte di bilanci in difficoltà, la risposta non si limiti a tagli e razionalizzazioni, ma includa anche il rafforzamento degli strumenti di controllo, a tutela delle risorse e di chi lavora onestamente».
Lo scorso 29 luglio l’Autorità nazionale Anticorruzione, infatti, ha approvato il Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario, che individua a livello nazionale alcune aree di attenzione: liste d’attesa e attività intramoenia, procedure di accreditamento delle strutture, rapporti con l’industria farmaceutica e dei dispositivi medici.
Per la UIL FP Veneto i due dati non vanno confusi, ma vanno letti insieme. «Non ci sono elementi per attribuire il disavanzo regionale a fenomeni corruttivi, ma proprio quando le risorse sono scarse diventa più urgente verificare che la spesa sanitaria sia tracciabile, appropriata e priva di zone d’ombra. Ogni euro speso in modo improprio, in una fase di bilanci in sofferenza, è un euro sottratto a personale e servizi», avverte Gottardi.
«Il documento ANAC individua con precisione le aree sulle quali le Aziende devono rafforzare i controlli – dichiara Antonio Tocchio, coordinatore regionale UIL FP Veneto della Dirigenza medica e sanitaria –. Serve tracciabilità effettiva nella gestione delle liste d’attesa e nel rapporto con l’attività intramoenia, verifiche rigorose nelle procedure di accreditamento e regole chiare sui conflitti di interesse nei rapporti con aziende farmaceutiche e produttori di dispositivi medici».
La UIL FP Veneto chiede quindi alla Regione e alle Aziende sanitarie: l’adozione, in ciascun Piano integrato di attività e organizzazione aziendale 2027, di misure specifiche sulle quattro aree indicate dall’ANAC: liste d’attesa/intramoenia, accreditamento, farmaci e dispositivi medici, conflitti di interesse; un report periodico, con cadenza almeno semestrale, sullo stato di attuazione di tali misure, da condividere con le organizzazioni sindacali; un tavolo di confronto regionale dedicato, da convocare entro l’autunno 2026, per verificare l’applicazione del Catalogo ANAC nelle Aziende sanitarie venete.
«Su questi tre punti aspettiamo una risposta della Regione entro l’autunno. Difendere la legalità nella sanità pubblica non è un esercizio di stile: è l’unico modo per garantire che le risorse, sempre più scarse, restino destinate alle cure, al personale e ai cittadini», conclude Gottardi.






