12 Ottobre 2026
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Sanità, il governatore Stefani ha inaugurato all’ospedale di Negrar nuovo pronto soccorso e sistema di chirurgia robotica

“Quello di Negrar è un Centro di eccellenza riconosciuto non solo per i dati della sua attività, ma da un comune sentire della popolazione che è importante ascoltare per chi amministra una Regione. Questa è una struttura capace di affrontare le esigenze sanitarie del nostro territorio, è un presidio ospedaliero e rappresenta, insieme ad altre realtà, un punto di forza del nostro sistema sanitario”.

A dirlo ė stato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, per la prima volta oggi come Governatore all’Ospedale di Negrar dove ha inaugurato il sistema di chirurgia robotica installato all’istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Sacro Cuore Don Calabria,k composto da robot chirurgici da Vinci 5 e da Vinci single port, affiancati dal broncoscopio robotico ION, e l’ampliamento e ristrutturazione del Pronto Soccorso.

“Sono due interventi coerenti nel rispondere alle esigenze sanitarie vitali (patologia oncologica e urgenze), confermano l’impegno di questo ospedale a favore dei cittadini del territorio e contribuiscono alla riconosciuta qualità della sanità veneta, di cui l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria è parte integrante”, ha sottolineato l’amministratore delegato del Sacro Cuore, Claudio Cracco.

Alla cerimonia erano presenti oltre ai vertici dell’Ospedale, il Prefetto di Verona, Demetrio Martino, il sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, il Comandante provinciale dei Carabinieri, Claudio Papagno, quello della Guardia di Finanza, Italo Savarese e la direttrice generale dell’Ulss 9 Scaligera, Patrizia Benini. Ha impartito la benedizione inaugurale il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili. Era presente anche il Superiore Generale dell’Opera Don Calabria, don Massimiliano Parrella.

“Sono felice di essere qui a Negrar, in un Centro di eccellenza riconosciuto dai cittadini del Veneto e di altre regioni – ha detto il presidente Stefani -. Il nostro impegno, sin dall’inizio della legislatura, mira a potenziare il rapporto tra ospedali e territorio, a portare le cure e l’assistenza sempre più vicine alla persona, ai suoi bisogni e a quelli dei suoi familiari. Puntando anche sulle nuove tecnologie, come nel caso di questi robot chirurgici e diagnostici”.

“L’inaugurazione di oggi riguarda la nuova dotazione robotica (chirurgica e diagnostica) e l’ampliamento e il restyling del Pronto Soccorso = ha sottolineato Cracco -. Due interventi che sono coerenti nel rispondere alle esigenze sanitarie vitali (patologia oncologica e urgenze), confermano l’impegno di questo ospedale a favore dei cittadini del territorio e contribuiscono alla riconosciuta qualità della sanità veneta, di cui l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria è parte integrante”.

La robotica nelle sale operatorie del Sacro Cuore Don Calabria è entrata nel 2014 con il da Vinci Xi. Nel 2025 un ulteriore salto di qualità con l’arrivo delle nuove tecnologie come il da Vinci 5, il quale attraverso i sensori collegati sulla punta degli strumenti, permette al chirurgo di calibrare la forza sui tessuti, salvaguardando le strutture più delicate. La mini-invasività è espressa ulteriormente dal robot da Vinci single port, che consente di intervenire attraverso una sola micro-incisione, contro le 5-6 degli altri sistemi robotici.

“Le caratteristiche tecnologiche di queste piattaforme, facilitando il lavoro del chirurgo, lo rende più sicuro – ha continuato Cracco -.  Questo ha una ricaduta immediata sul paziente in termini di minor dolore e minor rischio di complicanze post operatorie, ridotti giorni di degenza e una ripresa più rapida”.

Nelle scorse settimane grazie all’utilizzo “combinato” del broncoscopio robotico ION e del robot chirurgico da Vinci 5, sono state effettuate la diagnosi e l’asportazione di un tumore del polmone in sole 4 ore e con una sola anestesia.

I lavori del Pronto Soccorso hanno riguardato l’ampliamento e il miglioramento del Servizio che negli ultimi anni ha registrato un progressivo aumento degli accessi, sfiorando i 60mila e ponendosi come la seconda struttura per numero di ingressi di Verona e provincia.

“Il progressivo aumento degli accessi ha reso necessario un intervento strutturale tempestivo che ha portato, tra le altre cose, alla creazione di altri quattro posti di Osservazione Breve Intensiva, oltre ai 6 già esistenti, e un’area open space con 9 posti letto per pazienti barellati, anch’essi tutti monitorati – ha spiegato il primario, dottor Flavio Stefanini -. Inoltre sono state raddoppiate da 1 a 2 le postazioni della sala di emergenza intensiva”. A fronte dei circa 9mila pazienti del Pronto Soccorso che ogni anno vengono sottoposti a Tac in Radiologia, è stato collocato in Ps un tomografo dedicato, al fine di ottimizzare le tempistiche soprattutto per i pazienti colpiti da patologie tempo-dipendenti, come l’ictus. “Oggi disponiamo di ambienti più funzionali per il lavoro degli operatori e più accoglienti per i pazienti, a cominciare dalla sala di attesa le cui dimensioni sono state raddoppiate”.

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