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29 Novembre 2022
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Sanità, il sindacato dei medici Cimo impugna al Tar la delibera della Regione sulla formazione delle Professioni Sanitarie

Il “Cimo”, sindacato dei medici chirurghi dei medici veterinari e degli odontoiatri ospedalieri, a livello di Segreteria Regionale per il Veneto, ha impugnato ieri, 7 gennaio, al Tribunale amministrativo regionale la deliberazione della giunta della Regione Veneto del 29 ottobre 2019 sulla formazione regionale delle professioni sanitarie che consente che siano attribuite “competenze avanzate” al personale dipendente del Servizio sanitario nazionale mediante la frequenza a corsi organizzati dalla Regione. Cimo Veneto contesta la deliberazione, in pretesa applicazione del contratto collettivo nazionale del comparto Sanità ed in contrasto con la normativa di legge nazionale che prevede le “competenze avanzate” solo per i laureati con diploma che abbiano conseguito, con frequenza ad appositi master perlomeno annuali, la qualifica di specialista, la quale ne individua anche i contenuti mediante rimando ai decreti istitutivi dei predetti master.

«La deliberazione regionale, inoltre, pare essere volutamente ambigua in ordine ai compiti da affidare a tali professionisti – sottolinea il dottor Giovanni Leoni, segretario regionale di Cimo Veneto -. Tali compiti potrebbero così sovrapporsi a quelli già previsti per la professione medica. Cimo Veneto ritiene nell’interesse della categoria e nell’interesse comune della cura dei pazienti che tali funzioni siano attribuite a chi abbia avuto una adeguata formazione e che vi sia chiarezza sul loro contenuto nel rispetto del riparto delle rispettive competenze. I corsi regionali prevedono una attività formativa di 300 ore non paragonabile a quella impartita nei corsi universitari che si sviluppano su 1500 ore – conclude Leoni -. Tali corsi inoltre sono al di fuori della formazione universitaria, e quindi invadendo la competenza statale nell’ambito della regolamentazione delle professioni, creano un percorso regionale che non avrebbe riconoscimento, in difetto di specifica normativa, nel resto del territorio nazionale».

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