«Mentre infermiere, ostetriche, OSS e molte altre professioniste della sanità continuano a garantire cure e assistenza anche nei turni notturni, festivi e nei periodi estivi, troppo spesso sono lasciate sole ad affrontare le difficoltà legate alla cura dei figli».
Lo dichiara la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, che ha depositato ieri una mozione per chiedere alla Regione Veneto l’attivazione di servizi di asilo nido all’interno o in prossimità degli ospedali pubblici. «Parliamo di lavoratrici e lavoratori che garantiscono servizi essenziali ventiquattro ore su ventiquattro. Per questo chiediamo alla Regione di promuovere la realizzazione di asili nido aziendali o interaziendali nelle strutture sanitarie pubbliche, prevedendo anche forme di flessibilità negli orari per rispondere alle necessità del personale – dichiara Bigon -. La necessità di intervenire è confermata anche dai dati forniti dalla stessa Regione Veneto, che certificano una vera e propria emorragia di personale sanitario. Dal 2019 al 2024 si sono dimessi volontariamente 3.043 medici e 4.967 infermieri, per un totale di 8.010 professionisti. Numeri che smentiscono qualsiasi narrazione rassicurante e dimostrano come il sistema sanitario veneto stia progressivamente perdendo competenze, esperienza e professionalità preziose».
«Per invertire questa tendenza serve un piano straordinario che renda nuovamente attrattivo il lavoro nella sanità pubblica, migliorando le condizioni di lavoro, le prospettive professionali e i servizi di supporto alle famiglie. Anche la possibilità di usufruire di asili nido aziendali rappresenta una misura concreta di welfare che può contribuire a trattenere il personale e ad attrarne di nuovo. Non solo, in un momento in cui il Veneto registra un forte calo delle nascite e crescono le difficoltà economiche delle famiglie, gli asili nido negli ospedali rappresentano una risposta concreta, già sperimentata con successo in diverse realtà italiane ed europee. La Regione faccia la sua parte e trasformi questa proposta in una priorità», conclude Bigon.






