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7 Dicembre 2022
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Sanità, Zardini (Pd): «Al Veneto oltre 466 milioni ma le assunzioni sono ferme»

«Dobbiamo evitare che il caos sui tamponi si estenda agli ospedali e a tutta la sanità veronese». Il deputato del Pd Diego Zardini è molto preoccupato per la situazione che si sta determinando a Verona e in molte zone della provincia. «La Regione sta gestendo abbastanza male la partita di questa seconda ondata di Covid-19 – afferma Zardini -. Come riportato oggi da molti organi di informazione, il sistema sanitario non è sufficientemente preparato per gestire l’alto numero di richieste di tamponi. Eppure il Veneto ha già ricevuto dal Governo oltre 466 milioni di euro per fare fronte all’emergenza. In parte quei fondi sono stati utilizzati per raddoppiare i posti di terapia intensiva, in parte per ristorare le aziende di trasporto dei mancati ricavi, ma siamo molto indietro nel reclutamento del personale medico e infermieristico».

«Le denunce di questi giorni della Cgil – insiste il deputato, «ci ricordano che dovremmo assumere 800 infermieri in tutta la Regione, 8 ogni 50 mila abitanti. Sono assunzioni già autorizzate dal Ministero della sanità, a cui non si è fatto fronte minimamente. La Regione ha avuto mesi per provvedere – da maggio a ottobre – ma siamo fermi al palo. Così come sui medici, scontiamo un ritardo ingiustificabile».

Anche sul fronte del tracciamento il Veneto è molto indietro e dove le richieste sono alte, come a Verona, il sistema è andato fuori controllo. «Occorre usare ogni mezzo per fare tutti i tamponi necessari, in tempi congrui a contenere il diffondersi del contagio. Vanno potenziati immediatamente i centralini – chiede Zardini -. Non possiamo bloccare migliaia di persone per l’inefficienza dell’azienda sanitaria e della Regione. Come ormai tutti sanno, le risorse sono disponibili, oltre alle centinaia di milioni già erogati, ne arriveranno presto altre. Se la Regione non è in grado di utilizzarle chieda aiuto».

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