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27 Gennaio 2023
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Sant’Ambrogio di Valpolicella: convegno per un patto tra viticoltori e apicoltori per la salvaguardia dell’ambiente

Un patto tra viticoltori e apicoltori per la salvaguardia dell’ambiente. È quello di cui si parlerà oggi, mercoledì 23 gennaio alle 16 a Villa Bassani Brenzoni a Sant’Ambrogio di Valpolicella (viale del Marmo 9), nel convegno “Apicoltura e viticoltura, opportunità e sostenibilità”, organizzato da Confagricoltura Verona, dall’Associazione regionale apicoltori con il patrocinio del Comune di Sant’Ambrogio e del Consorzio tutela vini Valpolicella. All’incontro interverranno l’agronomo e apicoltore Pierantonio Belletti, Gianfranco Caoduro di World biodiversity association, l’agronomo Renzo Caobelli e Paolo Fontana della Fondazione Edmund Mach.

Negli ultimi anni, sul territorio regionale e nazionale, si è assistito a una preoccupante moria delle api, dovuta al cambiamento climatico, all’impoverimento dell’habitat naturale e a un utilizzo non sempre appropriato di fitofarmaci. Spiega Christian Marchesini, vicepresidente nazionale e presidente regionale dei viticoltori di Confagricoltura: «Le api sono un fattore di indicazione del benessere del sistema ambientale. Perciò noi viticoltori dobbiamo avere un comportamento rispettoso nei loro confronti, perché la loro presenza indica che nel vigneto le condizioni ambientali sono favorevoli. E se è vero che il vigneto è autofertile e non ha bisogno di esser impollinato, è anche vero che l’attività vitivinicola sta assumendo un ruolo sempre più importante nella nostra regione e perciò è necessaria una stretta alleanza tra apicoltori e viticoltori. Serve, quindi, più attenzione sulla scelta dei fitosanitari e sui trattamenti nel periodo di fioritura dell’acacia e dei castagni, ma anche accorgimenti come lo sfalcio lungo i filari, o la crescita di siepi e boschetti. In Valpolicella è importante non abbattere i ciliegi, anche se non hanno più reddito, perché contribuiscono a mantenere la biodiversità, fattore importantissimo per la sopravvivenza delle api. Anzi, è consigliabile piantare ciliegi selvatici nelle zone marginali».

Matteo Villa, vicepresidente regionale e responsabile provinciale dell’Associazione apicoltori, ricorda che la moria è molto forte: «Un alveare contiene 50.000 api e un avvelenamento può distruggerne oltre 20.000 – spiega -. L’ape è fondamentale perché il suo lavoro rappresenta un terzo di quello che troviamo nel nostro piatto, direttamente e indirettamente. I foraggi, che servono all’alimentazione degli animali, sono prodotti grazie all’impollinazione, così come fiori, frutta ed erbe hanno bisogno delle api. Ma le api, come ci spiegherà l’agronomo Belletti, che illustrerà uno studio condotto nel Collio, fanno bene anche al vigneto. Riescono, infatti, a mitigare gli attacchi di botrite, intervenendo sull’acino rotto e cicatrizzandolo e inoltre intervengono sui lieviti. Perciò dobbiamo creare una collaborazione tra mondo agricolo e mondo apistico, per una coesistenza reciproca che vada a tutela di questi insetti e dell’agricoltura tutta».

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