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3 Luglio 2022
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Scuola, gli studenti veronesi: «Felici di tornare in presenza, ma siamo nel caos per colpa di Governo e Regione»

«Quello di oggi è un rientro fondamentale per noi ragazzi. Allo stesso tempo lo abbiamo vissuto immersi nel caos, a causa di un Governo e una Regione incapaci di dare indicazioni serie per tempo e affrontare i nodi più complessi del problema sanitario, come quello dei trasporti».

A riassumere lo stato d’animo degli studenti veronesi, tornati a popolare le aule delle scuole veronesi non senza problemi come le linee guida del Ministero dettate a pochi giorni dal rientro e la proposta di Zaia di posticipare l’inizio delle attività didattiche, è Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona: «Siamo rimasti sconfortati in tutto questo dalle dichiarazioni di Zaia di ieri sulla proposta di rinvio delle attività didattiche di ulteriori due settimane; in primo luogo perché questo aprirebbe a una pericolosissima possibilità di ritorno alla Dad, e in secondo luogo perché ci chiediamo come potrebbe mai la Regione in due settimane riuscire a sopperire a quello che non è riuscita a fare in tre anni sul fronte del trasporto pubblico regionale. Servono investimenti, corse, autisti e mezzi in più, cose che chiediamo dall’inizio della pandemia. Abbiamo molta più paura di ammalarci in autobus per andare a scuola che dentro alle nostre classi».

Tra le proposte per salvare la scuola in presenza gli studenti della Rete reclamano un investimento concreto e mirato per rendere tamponi e mascherine FFP2 gratuite a giovani e studenti. «Le nostre scuole sono sicure, molto più di altri luoghi che diamo tutti per scontato debbano restare aperti – riprende Velotta -. Questa ripartenza va garantita per la salute didattica e soprattutto mentale di tutti noi; serve però un impegno delle istituzioni nel garantire screening, FFP2 e tamponi gratuiti a tutti gli studenti; andare a scuola e farlo in sicurezza per se stessi e per gli altri non può essere un lusso e un costo a carico delle famiglie».

E sulle nuove linee guida sui contagi aggiungono: «Il problema sostanziale è differenziare le opzioni di didattica tra studenti vaccinati e non: essendo la maggior parte degli studenti minorenne, e quindi impossibilitata a prendere una scelta da sola in merito al vaccino, il rischio è quello di trovarsi negato il diritto allo studio in presenza per una scelta dei genitori. L’obbligo vaccinale per gli over 50 è stato un passo avanti importante, avremmo auspicato si riuscisse ad allargarlo anche agli studenti».

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