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17 Agosto 2022
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Scuola, il Veneto sceglie il ritorno in classe del 50% per le prime 3 settimane

Questa mattina si è tenuto un confronto sulla riapertura delle scuole all’indomani della lettera inviata dalla Regione e dall’Ufficio scolastico Regionale del Veneto, a firma congiunta del responsabile regionale Santo Romano e della direttrice dell’Ufficio scolastico Carmela Palumbo, nella quale si forniscono indicazioni relativamente alla riapertura del primo febbraio.

Nella lettera inviata a tutti i dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado, ai direttori delle scuole della formazione professionale, ai dirigenti degli uffici di ambito territoriale e per conoscenza a prefetti e presidenti di Provincia, si richiamano i contenuti del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio, con cui si prevedeva un ritorno in classe di almeno il 50%, e fino ad un massimo del 75%, degli studenti.

Per il Veneto la differenza tra l’applicazione della percentuale del 50% rispetto a quella del 75% nel rientro in classe della scuola secondaria di secondo grado è di oltre 53.000 studenti. Nella nota congiunta, ai fini del contenimento dell’epidemia in ambiente scolastico, si consiglia in via prudenziale alle scuole di attestarsi sulla percentuale del 50%, nelle prime 3 settimane di febbraio, «attuando una rotazione settimanale o bisettimanale tra le classi e auspicando il mantenimento dell’unitarietà del gruppo classe».

«Lo sforzo organizzativo del Veneto è stato di mantenere sempre in presenza le scuole dell’infanzia, le primarie e secondarie di primo grado, principalmente per due ragioni: si tratta di minori che non avrebbero potuto affrontare ancora didattica a distanza senza accusare gravi lacune e comunque con un problema di accudimento per le famiglie, e perché da 0 a 10 anni è dimostrato che i bimbi sono soggetti a bassa trasmissione al di là del contesto dei contagi, e sulla fascia d’età tra i 10 e i 14 la comunità scientifica non è concorde ma resta un bassissimo tasso di positività», spiega l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan.

«Anche il rapporto dell’Istituto superiore di Sanità del 30 dicembre attesta che vi è un nesso di correlazione tra la popolazione studentesca dai 14 anni in su rispetto alla diffusione dei contagi: questo ci impone una analisi dei dati tempestiva e particolareggiata – afferma Donazzan, – in seguito al confronto di oggi chiederò alla Direzione Prevenzione, anche a nome dell’Ufficio Scolastico Regionale, che si produca un focus sulla scuola per poter attuare le migliori politiche rispetto all’aumento o al mantenimento del numero di studenti in presenza».

«Non solo trasporti quindi, ma anche ciò che accade dentro la scuola sarà oggetto di studio per comprendere meglio ciò che accade con tempestività per poter assumere decisioni consapevoli e spiegabili ad una comunità scolastica sottoposta a troppa incertezza – afferma ancora Donazzan, che conclude – sono dell’idea che ci vogliano dati per poter scegliere bene come proseguire il cammino per tutto l’anno scolastico e che il massimo della trasparenza nella comunicazione possa aiutare a far condividere le decisioni anche da parte delle famiglie e degli studenti per poter affrontare i prossimi mesi con serenità».

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