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6 Settembre 2026
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Siccità, Garonzi (Cia – Agricoltori Italiani Verona): Il Governo batta un colpo o rischiamo di perdere la capacità di produrre cibo»

«Il caldo persistente sta portando l’agricoltura veronese a una situazione critica. In questi giorni molti agricoltori stanno rinunciando a irrigare, anche dove è ancora disponibile l’acqua consortile: su molte colture gli effetti sono ormai irreversibili e il gasolio agricolo, salito a circa 1,40 euro al litro, rende proibitivo proseguire i turni irrigui. È arrivato il momento che il Governo batta un colpo a favore dell’agricoltura. Le imprese non possono essere abbandonate mentre vengono destinate ingenti risorse pubbliche ad altre scelte sulla cui priorità è legittimo interrogarsi. È in gioco la tenuta di un settore fondamentale e la capacità del nostro territorio di continuare a produrre cibo».

Ad affermarlo è Andrea Garonzi, vicepresidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona, che spiega: «Siamo arrivati al punto in cui continuare a irrigare significa per molte aziende sostenere altri costi senza avere più la possibilità di recuperare la produzione. Tra gli agricoltori ci sono sgomento e fortissima preoccupazione».

Grave la situazione della soia: quella di secondo raccolto viene ormai considerata perduta, mentre sul primo raccolto si registrano allegagioni inferiori anche al 50%, con una conseguente compromissione delle rese. A questo si aggiunge una eccezionale infestazione di ragnetto su soia, mais e soprattutto radicchio. Su quest’ultimo l’allarme è elevato: i trattamenti, anche a causa della bassissima umidità, non sempre risultano efficaci. Molti produttori stanno effettuando i trapianti del radicchio durante la notte per evitare alle giovani piante le temperature estreme delle ore diurne.

Per il mais, già fortemente compromesso nelle rese, la quotazione attorno ai 18 euro al quintale risulta insufficiente rispetto ai costi sostenuti. Difficoltà anche per il frumento ancora stoccato: gli agricoltori denunciano prezzi non remunerativi e una forte concentrazione della domanda che riduce il loro potere contrattuale.

Pesante anche il bilancio della zootecnia. Rapportando la consistenza dei bovini interessati dall’accrescimento agli effetti del caldo protratto nei tre mesi estivi, Cia Verona stima tra 600 e 800 tonnellate di peso vivo il mancato incremento ponderale negli allevamenti da carne della provincia. Negli allevamenti da latte, le segnalazioni raccolte indicano dall’inizio dell’estate cali superiori al 30% nelle stalle meno attrezzate per il raffrescamento e oltre il 20% anche in quelle più strutturate, con una diminuzione particolarmente evidente del tenore di grasso. Si registrano inoltre aborti e difficoltà riproduttive.

«Il problema – sottolinea Garonzi – non finirà con il primo abbassamento delle temperature. Gli animali arriveranno alla fine dell’estate fortemente provati e servirà tempo per recuperare pienamente i livelli produttivi, con differenze evidenti tra stalle raffrescate e quelle che non hanno potuto effettuare questi investimenti».

Cia Verona è in attesa dei dati ufficiali sulle consegne di latte di giugno e luglio, che consentiranno di verificare quantitativamente quanto segnalato dagli allevatori. La Confederazione continua l’azione per richiamare e sensibilizzare l’attenzione delle istituzioni per approntare senza ulteriori rinvii interventi urgenti.

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