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24 Giugno 2024
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Sindacato, nelle elezioni per le Rsu del pubblico impiego la Cigl prima in Ulss 9, case d riposo e Comuni del Basso Veronese

Un grande esercizio di democrazia in luoghi dove gli spazi di confronto vanno conquistati e difesi giorno per giorno. Parliamo delle elezioni delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) che tra il 5 e il 7 aprile hanno interessato tutto il pubblico impiego veronese, una realtà che, se escludiamo il comparto scolastico, nella provincia scaligera conta circa 26 mila lavoratori tra amministrazioni centrali, locali, forze di sicurezza e sanità. Con oltre 10 mila addetti la Sanità rappresenta il settore più numeroso. Seguono enti locali (7.000) e le forze armate (5.500) che nel caso di Esercito, Aeronautica, Marina, Carabinieri e Guardia di Finanza non sono sindacalizzate ma nelle Caserme e nei Comandi Militari lavorano anche dei civili che invece votano per la Rsu.

La Funzione Pubblica Fp Cgil Verona, il sindacato dei pubblici dipendenti della Cgil di Verona, è risultata il primo Sindacato in Ulss 9, conquistando ben il 38,1% dei voti, pari a 1.121 voti su 2.929 espressi in totale. Fp Cgil prima anche all’istituto Assistenza Anziani di Verona (112 voti conquistati su 258 espressi, pari al 43,41%) e nelle case di riposo Ipab della provincia di Verona, complessivamente considerate.

Prima in Camera di Commercio e in importanti Comuni della provincia di Verona (Legnago, Cerea, Sona), confermando una presenza particolarmente radicata nella zona della Pianura veronese dove sono state conquistate percentuali davvero rilevanti all’Ospedale Mater Salutis di (48,40%) e al Comune di Legnago (56,16%).

«Questi risultati sono per noi motivo di grande soddisfazione oltre che fonte di grande responsabilità” commenta il Segretario Generale della Funzione Pubblica Fp Cgil Verona Antonio de Pasquale. “Ma prima ancora dei risultati vorrei sottolineare il dato della grande partecipazione dei lavoratori – prosegue – la nostra Organizzazione Sindacale ha infatti voluto tenacemente che queste elezioni si tenessero; ciò per dare voce, attraverso il voto, al personale della pubblica amministrazione che col proprio lavoro, ogni giorno, garantisce all’intera collettività servizi, sicurezza, salute, assistenza».

Per dare qualche indicazione, in area sanitaria l’affluenza è stata attorno al 61,5%, un ottimo dato in considerazione del numero ancora alto di personale che non ha potuto votare a causa del Covid. Percentuali più alte, fino al 90%, nei Comuni, specie nei piccoli centri che contano fino a 20 dipendenti.

«Siamo certi – conclude De Pasquale – che la grande affluenza, nonostante la pandemia, e l’esito del voto, che ci premia anche a livello nazionale insieme a tutto il sindacato confederale, saranno la svolta per assicurare la definitiva sottoscrizione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro che da troppo tempo attendono di essere rinnovati».

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