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14 Aprile 2024
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Soave, bambini e adulti col naso all’insù per l’arrivo di sette turisti tedeschi in mongolfiera

Dalla Germania a Soave in sette in mongolfiera per visitare il castello scaligero. È quanto hanno fatto sette turisti tedeschi, che il 13 febbraio sono partiti di buon mattino dalla cittadina di Füssen, nelle Prealpi bavaresi, famosa in tutto mondo per ospitare il castello di Neuschwanstein, per visitare un altro castello, quello scaligero del piccolo borgo dell’Est Veronese, a bordo di una mongolfiera.

Ieri, alle prime luci dell’alba, il gruppo bavarese, alcuni pensionati ed altri a ridosso della meritata pensione, sono partiti per percorrere, in poco più di 9 ore, i 220 chilometri che in linea d’aria separano la città barese dal borgo dei borghi 2022, atterrando poco dopo le 16 nella grande area verde che costeggia il parco giochi di Soave, per la gioia dei tanti bambini e genitori che proprio a quell’ora animano la zona.

Appena scesi dal mezzo, i signori Johanna, Dominik, Uli, Marian, Tille, Sigfird e Gunther, quest’ultimo il pilota, sono stati accolti dal sindaco della cittadina murata, Matteo Pressi, oltre che dai tanti curiosi accorsi per assistere all’atterraggio del mezzo, dotato di un pallone di colore verde sgargiante visibile anche dai comuni circostanti.

«Il gruppo aveva manifestato il desiderio di visitare Soave nella giornata di oggi, una tappa del più lungo viaggio che li porterà a visitare il Triveneto. La concreta possibilità di atterrare qui, poi, dipendeva dal vento. Sono stati fortunati, ed infatti hanno gestito la discesa senza alcun problema. Il collegamento con loro, oltre che da un sistema internet satellitare e dal gps, è stato garantito dalla cara e vecchia radio», racconta il sindaco Pressi.

Appena scesi dalla mongolfiera, tra abbracci e sorrisi, il gruppo ha subito mostrato al sindaco le foto scattate dall’alto, a diverse centinaia di metri, del castello e delle colline vitate che, come descritto dalla signora Johanna, «assomigliano ad una coperta di lana adagiata sulla terra, tanto sembrano morbide». Ovviamente, non è mancata la possibilità per i tanti bambini che hanno seguito a bocca aperta e naso all’insù l’atterraggio della mongolfiera, di scattare qualche foto in compagnia dei genitori, cogliendo un’occasione più unica che rara.

E se la mongolfiera ha affascinato proprio tutti, ora sarà questo gruppo di cittadini tedeschi, a loro modo temerari, a concedersi qualche ora nel territorio di Soave per farsi affascinare dal castello ma anche dalle cantine. Come racconta il pilota del mezzo, Gunther, «in alta quota le temperature sono vicine allo zero, per questo utilizziamo l’abbigliamento da montagna…un buon bicchiere di Soave non può che ristorarci».

La traversata sopra le Alpi, come racconta Uli, non è semplice perché «in alcuni momenti la respirazione viene aiutata da alcune bombole d’ossigeno che portiamo sempre con noi. Ma questo piccolo disagio viene compensato dalla meraviglia che si prova godendo della vista dall’alto».

Soddisfatto dell’atterraggio e della bella occasione di mostrare da vicino il funzionamento di una mongolfiera ai bambini, «Di turisti qui ne vediamo tanti e arrivano nei modi più disparati. Dai giovani backpackers che si muovono in autostop ai patiti della bici che macinano centinaia di chilometri per raggiungerci, passando poi per la handbike e i camminatori lungo la Romea Strata, ma un gruppo di turisti che scelgono di raggiungerci in mongolfiera, sinceramente, non mi era mai capitato vederlo», conclude il sindaco Pressi.

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