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16 Giugno 2021
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Soave, consegnato alla S. Vincenzo il furgone attrezzato per il trasporto anziani e disabili

«L’idea che ci ha spinto ad accogliere questo progetto di solidarietà è che da un momento all’altro tutti possiamo trovarci ad aver bisogno di tutto. Ed allora è importante poter contare sulla propria comunità. Sapere che ci sono realtà come la San Vincenzo e i suoi volontari toglie angoscia e da speranza. Cantina di Soave è una cooperativa e coltiva per sua natura valori di solidarietà. Non potevamo non esserci in questa bella iniziativa». Con queste parole il presidente di Cantina di Soave, Roberto Soriolo, ha accolto oggi a Rocca Sveva la cerimonia di consegna del Fiat Doblò per il trasporto di persone anziane e disabili all’associazione San Lorenzo Fevoss di Soave.

Un’iniziativa nata dall’associazione nazionale “Progetti del Cuore”, che vede presidente la cantante Annalisa Minetti e tra i soci fondatori personaggi come Maurizio Costanzo e Massimo Giletti, e che raccoglie l’impegno di società e privati come sponsor per facilitare la pubblica amministrazione e le associazioni nell’erogazione di servizi di mobilità gratuita, specie alle fasce più deboli della cittadinanza, donando loro con i fondi raccolti dei mezzi attrezzati per il trasporto di disabili, anziani, bambini. E che oggi è arrivata alla bella cifra di quasi 900 mezzi messi a disposizione in tutt’Italia a Comuni e realtà del volontariato.

Cantina di Soave ha contribuito ideando l’iniziativa solidale “La dolcezza che aiuta” con protagonista il Recioto di Soave Classico Docg. Una parte del ricavato della vendita di ogni bottiglia di Recioto, in edizione limitata per il 120° anniversario della Cantina, è stata infatti destinata all’acquisto del mezzo. A fianco della Cantina di Soave sono intervenute come sponsor una trentina di aziende del territorio che ora vedono il loro logo sul Fiat Doblò a disposizione della San Vincenzo.

«Oggi sono fiero e orgoglioso di essere il sindaco di Soave. Questa è un’opera condivisa dalla comunità ed ha visto il cuore economico pulsante del nostro paese sostenere questo progetto di solidarietà sociale – ha detto il sindaco di Soave, Gaetano Tebaldi -. Sappiamo tutti quanto siano stati impegnativi questi ultimi 15 mesi, ma abbiamo imparato a riconoscere quello che non ci serve, e quello che ci serve. Come i volontari della Fevoss San Lorenzo che anche nei momenti più acuti della pandemia sono sempre stati disponibili. A portare la spesa agli anziani come a seguire disabili e persone fragili».

«Le eccellenze del nostro territorio sono le aziende, che si sono unite all’amministrazione ed al terzo settore in quest’iniziativa di solidarietà – ha detto l’assessore al sociale di Soave, Angelo Dalli Cani che ha portato “Progetti del Cuore” a Soave -. Ed è stato un impegno nato nel pieno della pandemia, diventando anche un segnale forte della voglia della comunità di reagire e di essere unita».

«Il beneficiario di quest’iniziativa non è la San Vincenzo ma l’intera comunità, al popolazione di Soave e dell’Est Veronese – ha sottolineato Lorenzo Guadin presidente della San Lorenzo -. Da gennaio quando ci è stato messo a disposizione, questo mezzo ha già fatto 110 viaggi con quasi 10 mila km percorsi. Fornendo un grande servizio principalmente ad anziani, minori a carico dei servizi social del Comune, disabili. La San Vincenzo conta 40 volontari, e metà di loro sono impegnati nel servizio di trasporto, il resto in servizi sanitari che per ora sono ancora sospesi per il Covid. Ringrazio la Cantina di Soave, che ha dato il colpo d’ala per realizzare l’iniziativa».

«Cooperare fa parte del nostro dna – gli ha risposto il presidente Soriolo -. Siamo una grande famiglia di viticoltori, uniti dall’amore per questo territorio a cui da sempre siamo legati a doppio filo. È naturale per noi prendercene cura, anche attraverso azioni di solidarietà come questa».

La cerimonia si è conclusa con la benedizione del nuovo mezzo e dei volontari Fevoss da parte del parroco di Soave, don Stefano Grisi, che ha ricordato come in ogni opera sia «indispensabile la presenza umana. E che la qualità della nostra vita sta nella qualità relazioni sociali della comunità in cui viviamo. Perché quando la famiglia va in difficoltà c’è bisogna di una famiglia più grande che la sostenga».

 

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