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26 Ottobre 2020
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Soave, in vigneto con il Consorzio di tutela alla scoperta del progetto di difesa fitosanitaria “Itaca”

Tutti in vigneto il 25 luglio con il Consorzio del Soave per una giornata alla scoperta del progetto “Itaca”, il rivoluzionario sistema di impianti fissi per la difesa fitosanitaria dei vigneti di collina. L’appuntamento è dalle 16,45 presso l’azienda Coffele a Castelcerino di Soave, per illustrare il sistema messo a punto dall’Università di Padova assieme al Consorzio Tutela vino Soave che permetterà di effettuare trattamenti fitosanitari attraverso un impianto fisso nel vigneto.

Un progetto innovativo e rivoluzionario che prevede in 20 secondi l’irrorazione dei filari, senza che l’operatore debba entrare nel vigneto. Attraverso una centralina computerizzata si determinano le quantità necessarie di prodotto erogato, con un minimo dispendio di energia e con una riduzione dell’impatto ambientale.

«In territori con pendenze elevate e difficoltà di accesso, questa soluzione potrà operare un importante cambiamento nella gestione del vigneto, evitando inoltre il compattamento del suolo che a lungo può portare a dissesto idrogeologico oltre che un impoverimento della biodiversità – spiega il direttore del Consorzio del Soave. Aldo Lorenzoni -. Il progetto, del quale si è conclusa la prima fase di sperimentazione, verrà ora illustrato per la prima volta a viticoltori e stampa, per presentarne i vantaggi vedendolo in funzione».

Interverranno all’incontro il coordinatore scientifico professor Riccardo Zanin, e i ricercatori Cristiano Baldoin e Gaetano Imperatore.

«Itaca rientra nel gran numero di progetti di ricerca e sviluppo che il Consorzio del Soave sta portando avanti negli ultimi anni – sottolinea Sandro Gini, presidente del Consorzio del Soave – stiamo concretamente implementando nuove idee, spunti di riflessione e progetti innovativi all’interno della denominazione con un entusiasmo sempre nuovo. Itaca, un’idea apparentemente semplice, è una piccola rivoluzione per la viticoltura di collina in quanto permetterà interventi sempre più precisi e attenti all’ambiente permettendo anche a chi ha vigneti in pendenze o in luoghi impervi di avere dei risparmi di costi e di lavoro, pur nel mantenimento della tradizione».

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