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22 Settembre 2020
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Tabacco, niente accordo in Regione sui 10 milioni che la vecchia cooperativa Ctv di Salizzole dovrebbe ad una ventina di coltivatori

Da sinistra: Boni, Mercati, Meruzzi, Parodi e Ferrarese

Nessun accordo all’incontro promosso oggi a Venezia dalla Regione tra le rappresentanze dei tabacchicoltori da un lato e dall’altro il commissario Riccardo Cinti e il liquidatore giudiziale Andrea Rossi sulla situazione riguardante una ventina di aziende di tabacchicoltori del Basso Veronese, messe in ginocchio dal mancato rimborso della Cooperativa tabacchi di Verona (Ctv), posta in liquidazione. Non si è trovato un punto di incontro tra le due posizioni e ora per gli agricoltori risulta difficile trovare una via d’uscita.

«Ci siamo scontrati con un muro di incertezza, ostilità e nessuna volontà di andare a pagare il dovuto agli agricoltori – sottolinea Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona -. Prendiamo atto che non c’è stata una volontà di apertura verso le aziende, né di liquidare il rimborso dovuto agli ex soci della Ctv di 10 milioni di euro, necessari per proseguire l’attività. Ora, in mancanza di liquidità, i tabacchicoltori del Basso Veronese si troveranno ad affrontare la campagna 2019 con un quantitativo di tabacco insufficiente per proseguire l’attività».

Assente per altri impegni l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, il tavolo è stato mediato dai funzionari dell’Unità regionale di crisi delle aziende. Erano presenti i rappresentanti aziendali della “Flue Cured” di Salizzole, che ha incorporato la Ctv dopo la liquidazione, e le rappresentanze sindacali dei lavoratori, tra cui i rappresentanti di Confagricoltura Verona, Giovanni Mercati, presidente della Flue cured Verona (Fcv) ed Enrico Parodi, socio della cooperativa Virginia. Ora a decidere come procedere sarà il consiglio di amministrazione di Flue Cured, che si riunirà nei prossimi giorni nello stabilimento di Salizzole.

La Ctv, fondata nel 1969, è stata per decenni un solido punto di riferimento per i tabacchicoltori di Verona, che hanno una lunghissima tradizione nel coltivare il Virginia Bright, un tabacco di altissima qualità che nel Veronese trova le condizioni pedoclimatiche più idonee al mondo. La coltivazione di tabacco crea una produzione lorda vendibile che, in termini finanziari, è di 14-15 volte superiore rispetto alle colture tradizionali come il mais e i cereali. Un flusso finanziario che ha avuto grandi ricadute sul territorio e sul suo indotto, creando centinaia di posti di lavoro. Nel 2015 la cooperativa ha subito una serie di difficoltà ed è stata costretta a chiedere la liquidazione volontaria della società. I soci, tra grandissime difficoltà, sono riusciti a proseguire l’attività con una nuova cooperativa, la Flue Cured, utilizzando la formula “affitto di ramo d’azienda” che ha consentito di preservare il patrimonio aziendale, i clienti internazionali e i posti di lavoro dei dipendenti.

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