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31 Gennaio 2023
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Terrazzo, due arresti per una piantagione di Cannabis da 400 piante

I carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Legnago
I carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Legnago

 

Un’articolata operazione antidroga condotta dai Carabinieri della Compagnia di Legnago ha portato all’arresto venerdì 7 luglio di due persone ritenuti responsabili a vario titolo di coltivazione di “cannabis indica” e detenzione di stupefacenti: sequestrate 400 piante, 11 Kg di infiorescenze di marijuana, 103 grammi di cocaina già suddivisa in dosi e una decina di grammi 10 di marjuana.

I militari dell’Arma di Legnago avevano intrapreso dall’inizio di giugno un’attività finalizzata alla prevenzione ed alla repressione dei reati inerenti gli stupefacenti, con la collaborazione con il Nucleo Elicotteri di Bolzano. È stato proprio a seguito di una ricognizione aerea che era stata notata una zona di vegetazione, nell’area di Nichesola a Terrazzo, di un colore diverso rispetto e che aveva per questo insospettito i Carabinieri.

Le indagini a terra hanno poi permesso di confermare quanto sospettato e, successivamente, di risalire a B.G., classe  1961, di origini calabresi, residente a Terrazzo e con pregiudizi specifici a carico, individuato come uno dei personaggi dediti all’illecita coltivazione.

Il personaggio è stato quindi pedinato e controllato giorno e notte, individuando un appezzamento di terreno e un rustico in disuso siti nelle campagne di Terrazzo, proprio a ridosso dell’argine dell’Adige, dove B. G. era solito recarsi tutti i giorni.  Un’accurata ispezione di tali luoghi ha permesso ai militari di individuare, nascosto all’interno di un boschetto, tre distinte porzioni di terreno coltivate a “cannabis indica”, ovvero marjuana per un totale di 400 piante di varia pezzatura, per la maggior parte già con fluorescenze pronte per l’essicazione. La piantagione era servita da un vero e proprio impianto di irrigazione che attingeva l’acqua da un fossato limitrofo e tramite una pompa con generatore a motore, in poco tempo irrogava l’intera cultura. Sul posto, poi, i Carabinieri hanno appurato  che c’erano anche due paia di stivali e due forbici, motivo per ritenere che quindi i “coltivatori diretti” fossero almeno due. Ben presto quindi si è risaliti anche a P.S, cl. 1952, anch’esso di origini calabresi,  residente a San Zenone di Minerbe. I due sono stati  notati a bordo dell’utilitaria di B. G. mentre giungevano sul posto e, dopo essersi intrattenuti nel rustico, si sono diretti a piedi all’interno della piantagione, dedicandosi alla coltivazione.

I militari, dopo aver documentato tutte le operazioni, hanno quindi atteso che i due si allontanassero e li hanno poi bloccati a Nichesola , per condurli in caserma a Legnago.Subito dopo sono state eseguite le perquisizioni presso le rispettive abitazioni con l’ausilio di due unità del Nucleo CC Cinofili di Torreglia. Nel corso dell’attività sono stati trovati nel rustico 11 Kg. di inflorescenza di  “cannabis indica”, messa ad essiccare all’interno di una camera dedicata su appositi tavoli; nell’abitazione di B. G. 103 grammi di cocaina già suddivisa in dosi,  sostanza da taglio e 10 grammi di marjuana pronta per la cessione; nell’abitazione di P.S 2 grammi di marjuana. I due sono stati quindi arrestati e condotti in carcere Montorio in attesa dell’udienza di convalida. Nella mattinata di sabato il Gip del tribunale di Verona Raffaele Ferraro ha convalidato gli arresti e disposto la misura cautelare della custodia in carcere per B. G. e degli arresti domiciliari per P.S.

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