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9 Febbraio 2023
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Terremoto, la Pediatria dell’ospedale di Legnago raccoglie aiuti per i bambini

Il primario Federico Zaglia con una delle infermiere coinvolte nell'iniziativa di solidarietà
Il primario Federico Zaglia con una delle infermiere coinvolte nell’iniziativa di solidarietà

L’idea di lanciare una raccolta di vestitini, giochi e materiale scolastico per i bambini delle zone del Lazio e delle Marche è nata quasi spontanea nel reparto di Pediatria dell’ospedale dei Legnago la mattina stessa dopo la notte del terribile sisma. E questo anche perché qui lavora da alcuni mesi Chiara, un’infermiera che arriva proprio da Rieti e che ha la madre a sua volta infermiera del reparto di pediatria dell’ospedale di Rieti.

«Chiara si è subito sentita con la madre che gli ha detto che la situazione era veramente difficile, soprattutto perché questi bambini e le loro famiglie hanno perso tutto, dagli abiti ai giochi – spiega il primario di Pediatria di Legnago, dottor Federico Zaglia -. Tutti nel reparto abbiamo subito iniziato a pensare a cosa potevamo fare per loro. Personalmente ho operato come medico con la Cooperazione internazionale in teatri colpiti da calamità naturali o guerre come Haiti o il Kosovo, e per esperienza so che non sono poi i farmaci a mancare perché qui intervengono le istituzioni. E l’Italia su questo fronte è sicuramente preparatissima con la sua macchina della Protezione civile. Le cose che mancano, invece, sono gli oggetti della vita normale per i bambini: le pappe, i giocattoli, i vestiti, le penne e i quaderni».

È così che, con Chiara che è partita il giorno stesso con un permesso dell’Ulss 21 per Rieti per portare il suo contributo di infermiera, nel reparto di Pediatria il primario, Zaglia, la caposala Carmen Tozzo e tutte le 32 infermiere hanno deciso di lanciare da oggi una raccolta di materiale da inviare quanto prima, con una consegna diretta all’ospedale di Rieti tramite Chiara e sua madre, ai bambini delle zone terremotate. All’operazione ha già assicurato la sua collaborazione anche l’emittente televisiva veronese Telenuovo che si farà carico degli oneri del trasporto.

«Raccoglieremo quanto potranno portarci genitori, bambini, famiglie 24 ore su 24 direttamente in reparto dove, in accordo naturalmente con la direzione dell’Ulss che ha subito sposato la nostra iniziativa, abbiamo già messo a disposizione una sala come magazzino. Alcuni genitori hanno già portato dei vestiti, degli omogeneizzati, dei giochi – riprende il dottor Zaglia -. Vogliamo che questa diventi un’operazione di solidarietà di comunità, dove il reparto fa solo da punto di riferimento. Tutti, da Legnago a Cerea, da Bovolone a Mantova possono venire e portare qui il loro contributo di aiuto alle mamme ed ai bambini delle zone terremotate».

L’indicazione che arriva dal dottor Zaglia e di portare prodotti alimentari per bambini duraturi (come omogeneizzati e liofilizzati), abbigliamento per neonati e mamme, giochi e materiale per la scuola. «È anche un modo per educare due volte alla solidarietà, prima portando quest’aiuto concreto e poi insegnando ai nostri figli in questo modo la solidarietà verso gli altri – conclude il dottor Zaglia -. Sarebbe bello che i genitori chiedessero ai loro figli di scegliere un regalo o un astuccio di colori e di rinunciarvi per donarlo a questi bambini, unendo magari anche un bigliettino di saluti per chi lo riceverà».

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