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22 Settembre 2020
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Torri del Benaco, sabato e domenica la “Festa dell’Oiva”

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Degustazioni, convegni, cultura e assaggi: a Torri del Benaco è tempo di “Festa dell’Oliva”. Sabato 30 e domenica 31 gennaio, infatti, il paese dedicherà una due giorni all’olivicoltura, all’olio del Garda e a una delle colture storiche del territorio. «La Festa dell’Oliva – spiega il sindaco Stefano Nicotra – dopo essere stata organizzata per varie edizioni negli anni ’90, è stata un po’ dimenticata. La nostra amministrazione, invece, ha voluto tornare a realizzarla perché l’olivicoltura continua ad essere centrale nel nostro territorio. La stessa pianta d’olivo è parte integrante del nostro ambiente e della nostra cultura, sulle nostre colline sono migliaia le piante coltivate e l’olio dell’alto Garda continua ad essere uno dei migliori a livello nazionale. Per la rilevanza ambientale, culturale ed economica che l’olio e gli olivi continuano ad avere sul Garda, quindi, l’amministrazione ha voluto sostenere questa nuova edizione della Festa, tenendo conto che il 2015 è stata un’annata che ha prodotto olio di ottima qualità».

L’evento si svilupperà in due giorni. Sabato l’inaugurazione ufficiale, all’Auditorium San Giovanni: alle 10.30 inizierà il convegno cui parteciperà il consigliere dell’associazione “Città dell’Olio” Orio Mocellin che parlerà di valorizzazione del paesaggio e dell’olio extravergine. A seguire, gli incontri tecnici che riguardano la difesa fitosanitaria dell’olivo e le nuove norme per il settore olivicolo. Contemporaneamente in piazza Calderini, in centro paese, avranno aperto le casette nelle quali sarà possibile degustare gli oli dai produttori locali, acquistarli e prendere visione delle diverse tecniche di allevamento degli ulivi. Le casette saranno aperte anche la domenica, mentre in entrambi i giorni, nel museo del Castello Scaligero, sarà possibile gli attrezzi tradizionali utilizzati per la produzione dell’olio. Nei due giorni, poi, sarà presente a Torri il gruppo folcloristico “I campanari del diavolo”.

«L’ulivo – racconta Giorgio Consolini, organizzatore della Festa e presidente degli “Antichi originari” – è parte della cultura di questo territorio, basti ricordare che, un tempo, una giornata di lavoro nei campi veniva pagata con un fiasco d’olio. Il nostro obiettivo, oggi, è quello di valorizzare l’olivicoltura come parte importante dell’economia, ma anche dal punto di vista ambientale. Torri, infatti, non è solo lago, ma anche colline e valorizzare le passeggiate tra gli ulivi diventa un fattore importante anche per il turismo».

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