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16 Agosto 2022
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Tosi fuori dalla Lega dopo 25 anni: a Verona pianti e tradimenti

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L’uscita dalla Lega Nord di Flavio Tosi è da una settimana un vero dramma che sta dilaniando il Carroccio veronese. E non solo nella divisione tra chi sta con Salvini e chi con Tosi. Ma nella storia e nei rapporti personali che hanno segnato un’epoca a Verona. Tosi è nella Lega da 25 anni e, l’altra sera, quando da Milano è arrivato il diktat c’era chi come l’oggi salviniano Lorenzo Fontana, l’europarlamentare del Carroccio che ha guidato la svolta Lepeniana, che piangeva e raccontava agli amici: «Flavio era un fratello per me, è stato il mio testimone di nozze».

Flavio però ha deciso di tirare dritto e questo non da ieri. Da tre anni lavora al suo progetto nazionale, che guarda avanti, al dopo Berlusconi, alle Primarie del centrodestra. Così ha aperto Fari in tutt’Italia, ma anche a Verona. Basta tornare a domenica scorsa per trovare Tosi all’apertura del “faro”, il circolo della sua Fondazione, in quel di Terrazzo, dove a guidarlo è stato chiamato il consigliere comunale leghista Riccardo Saggioro. Ma Terrazzo non è stato scelto a caso: lì è stata fino a ieri vicesindaco della Lega Nord Alessandra Visentin, fidanzata di Fabio Venturi, il segretario della Fondazione Tosiana. Ma è già pronto anche il Faro di Legnago. E Legnago è la terza città del veronese, fino a ieri guidata da un sindaco leghista e oggi passata al Pd, e dove la segreteria del Carroccio è ben presente, guidata da Luciano Giarola. Anche lui preso in mezzo da quello che sta accadendo, amicissimo di Tosi che fino a ieri era un mese sì e uno no a mangiare nella sua taverna.

Con Salvini è il segretario provinciale della Lega Nord, Paolo Paternoster, anche lui fino a un anno fa fedelissimo di Tosi. E pure l’ex onorevole ed ex sindaco di Oppeano, Alessandro Montagnoli, e l’ex segretario provinciale e onorevole Matteo Bragantini. Ma è l’assessore regionale uscente della Lega veronese, Luca Coletto, la perdita che forse più pesa a Tosi, che lì l’aveva catapultato. Così come rimangono fedeli alla Lega i consiglieri regionali Andrea Bassi e Bruno Cappon, dopo essere stati per anni pedine di Tosi. Con il sindaco di Verona, invece, resta l’altro consigliere regionale, Giuseppe Stoppato.

Ma non finisce qui. La frattura coinvolge a Verona l’amministrazione di enti, municipalizzate, società controllate: Paternoster è presidente della potentissima Agsm, la società del gas e della luce; con Tosi sta Francesco Girondini, sovrintendente uscente e riproposto all’Ente Lirico, e così via. Ma il sindaco può contare soprattutto sugli alleati che si è costruito nelle ultime campagne elettorali, esponenti di Progetto nazionale, Destra sociale, ex An, eletti con la Lista Tosi: da Vittorio Di Dio ad Andrea Miglioranzi (presidente di Amia, altra municipalizzata) che hanno già lanciato, per il 17 marzo una riunione a Verona dal titolo “#siamoconTosi”. Insomma, la spaccatura a Verona sarà dolorosa, e lunga.

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