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Tossicodipendenze, dalla Regione un piano da 4 milioni di euro: sempre più giovani e “cronici” inclini all’alcol e allo sballo

luglio 14, 2020 11:14 am Category: Cronaca, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

L’assessore regionale al sociale, Manuela Lanzarin

Sempre più giovani e “cronici”, sempre più inclini all’alcol e allo sballo, senza alcun timore a sperimentare e mescolare nuove e vecchie sostanze per divertirsi o sentirsi forti e sfidare il rischio. È il quadro che emerge dai dati arrivati dai Serd (Servizi dipendenze) delle Ulss del Veneto all’assessorato regionale alla sanità e al sociale, guidato da Manuela Lanzarin, per la predisposizione del nuovo piano regionale triennale per le dipendenze 2020-22, che la giunta ha approvato oggi, finanziandolo con 4 milioni di euro.

Lo scorso anno i Serd (i 38 servizi regionali per le dipendenze del sistema socio-sanitario veneto) hanno preso in cura 10.051 persone, il 15% in più rispetto all’anno precedente. Secondo i dati ufficiali della Relazione al Parlamento sull’uso di sostanze, a fare ingresso nel circuito delle comunità terapeutiche sono stati in 1260, il 4,3 per cento in più rispetto all’anno precedente. Ma il fenomeno della diffusione di sostanze stupefacenti e delle dipendenze ha nella realtà ben altri numeri: il 25,6 per cento degli studenti italiani dichiara di aver utilizzato almeno una sostanza, l’1 per cento degli under 19 (pari a circa 24 mila giovani) dice di consumare abitualmente eroina, uno su 4 dei consumatori abituali di cannabis ha cominciato prima dei 16 anni. E ancora: l’età del primo contatto con l’alcool è scesa a 12 anni e l’Italia risulta essere il paese in Europa dove si comincia a bere prima e dove il binge-drinking (cioè il bere per il bere, a qualunque ora e senza limiti) è diventato una ‘epidemia culturale’ (parole del farmacologo Silvio Garattini). Il fumo, che risulta in calo tra gli adulti, è invece in aumento invece tra i giovani. Che non disdegnano di provare nuove e vecchie sostanze, anche insieme: cocaina e ketamina, cannabis ed eroina ‘fumata’, ma anche psicofarmaci e farmaci oppioidi utilizzati per la terapia del dolore.

«Il fenomeno delle dipendenze è in continuo mutamento – spiega l’assessore – e il sistema di prevenzione, cura e trattamento deve attrezzarsi per rispondere a nuovi bisogni, oltre che a farsi carico dei cronici, dei cosiddetti lungo-assistiti. La peculiarità del Veneto è la forte integrazione tra pubblico e privato, tra i 38 servizi sociosanitari, ai quali spettano diagnosi e cura, e i 30 enti ausiliari (tra comunità terapeutiche e servizi privati con oltre un centinaio di sedi), le 3 comunità pubbliche, i 60 enti del terzo settore e i 600 gruppi di mutuo auto-aiuto, che sono essenziali per il trattamento residenziale e semiresidenziale, nonchè per progetti di prevenzione e percorsi di riabilitazione».

 

«Con il nuovo piano, costruito con l’apporto di tutti i soggetti pubblici e privati che si occupano di dipendenze – prosegue l’assessore – la Regione intende promuovere e sostenere nuovi progetti e nuovi approcci, in modo omogeno nel territorio regionale. Tre le attenzioni principali del piano i giovanissimi, per i quali servono interventi di prevenzione strutturati e su misura ma anche nuovi percorsi terapeutici, più flessibili, e nuove tipologie di strutture valide anche per chi ha sviluppato disturbi psichiatrici o dipendenze comportamentali da web o videogioco; le famiglie, sempre più fragili e che hanno bisogno di supporti educativi sul fronte della genitorialità; i lungoassistiti, cioè i tossicodipendenti di vecchia data, che richiedono sempre più interventi psicosociali per non scivolare nella marginalità».

 

Il piano prevede un doppio canale: finanzia con 3,5 milioni di euro le iniziative e i progetti territoriali che le 9 Ulss presenteranno, preferibilmente in partnership con privato-sociale ed enti locali, sotto la regìa regionale. Nel contempo, riserva 500 mila euro per progetti trasversali di respiro regionale, come la formazione degli operatori, la raccolta dati, la costituzione di un portale unico, l’avvio di uno sportello regionale telematico di consulenza e di primo orientamento.

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