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27 Gennaio 2023
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Tragedia di Rimini, il bilancio è di 4 morti. Fuori pericolo Nicolis e Calvelli

Nicolis sulla battigia

L’immagine di Luca Nicolis che piange, chino in preghiera davanti alo scafo capovolto della barca a vela diventata la bara della sua Alessia, del padre di lei Alessandro, e dei suoi due amici Enrico ed Ernesto. Si è chiusa così, ieri, dopo 24 ore di allarmi, soccorsi, ricerche in mare e salvataggi la tragedia di Rimini nella quale hanno perso la vita quattro veneti.

I due che si sono salvati dal naufragio sono il ristoratore Luca Nicolis, direttore della “Bottega del Vino” di Verona, che ieri sera stava già rientrando in città, dopo essere stato risentito dalla Procura della Repubblica di Rimini che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sequestrando l’imbarcazione ed un Gps che traccia il percorso fatto. Ancora in rianimazione all’ospedale riminense, ma fuori pericolo, l’otorinolaringoiatra di Verona, Carlo Calvelli, recuperato ieri sera dopo un’ora e mezza di tentativi dopo che era rimasto incastrato tra la barca e uno scoglio.

Quelli scogli dentro i quali stavano entrando per trovare salvezza da un mare che era diventato ingovernabile: forza 7, con onde alte sei metri e venti a 80 chilometri l’ora. E proprio un’onda enorme li ha travolti mentre stavano per entrare nel porto, rovesciandosi sulla barca e spegnendole il motore. Il 12 metri Bavaria è diventato un guscio senza guida, anche nella mani di un esperto velista come Enrico Martinelli, 69 anni, veronese con alle spalle un giro del mondo in barca a vela durato due anni. Era lui al timone, mentre Alessia Fabbri ed il compagno Luca, 38 anni lei, notaio a Verona, sono usciti per cercare di aprire almeno una vela. Una seconda onda ha però colpito di nuovo la barca, con Luca che ha cercato di afferrare e di tenere sullo scafo Alessia, ma senza riuscirvi.

Alessia è subito caduta in acqua, Luca l’ha seguita nei flutti mentre dalla costa sono subito accorsi gli uomini della capitaneria di Porto. Intanto, il vento capovolgeva il 12 metri, gettando in acqua Martinelli e schiacciando tra gli scogli Alessandro Fabbri, 67 anni, cardiochirurgo di Verona; Ernesto Salin, ingegnere di 63 anni di Camisano Vicentino; ed il medico Carlo Calvelli, 68 anni, otorinolaringoiatra in pensione.

I sei amici si erano ritrovati a Pasquetta nella villa di Fabbri a Bussolengo per decidere gli ultimi preparativi del viaggio che doveva portare la barca a vela di pro proprietà del chirurgo e di un collega, da Monfalcone a Taranto, in Puglia, dove il gruppo di era già accordato per le prossime vacanze estive: da lì sarebbero partiti per un tour nel Mediterraneo, verso le isole della Grecia. Martedì mattina di buon’ora si sono imbarcati a Monfalcone, e, nonostante il bollettino del mare parlasse di forti venti e pericolo, e nonostante un amico che aveva la barca ormeggiata a fianco di loro, li avesse scongiurati di non prendere il largo, sono issato le vele e sono partiti.

Arrivati, alla volta di Rimini, all’altezza del Rock Island, intorno alle 16,45 è avvenuta la tragedia. Immediatamente dalla Capitaneria di Porto sono scattate le operazioni di soccorso. Subito, gli uomini della Marina sono riusciti a individuare ed a salvare in mare, Luca Nicolis. Poi, incastrato dentro la barca e tra gli scogli hanno visto Carlo Calvelli. Per estrarlo da lì hanno dovuto lavorare quasi un’ora e mezza, cercando anche di salvarlo dal congelamento. Intanto, l’elicottero dei vigili del fuoco individuava sugli scogli, verso le 17,30, il primo cadavere: quello di Martinelli. Le ricerche dei tre dispersi sono continuate durante tutta la notte, ma solo alle 7,30 è stato visto dall’elicottero il corpo di Alessandro Fabbri e, poco dopo, alle 8,30, quello di sua figlia Alessia. La quarta salma, quella di Salin, è stata recuperata solo verso le 12. Proprio mentre Nicolis, firmava in ospedale le sue dimissioni volontarie per poter andare a pregare sulla tomba della sua Alessia.

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