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17 Agosto 2022
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Trasporti, Bettarello (Atv): «Sui bus rispettato l’80% di capienza»

«In tema di affollamento sui nostri autobus in questi giorni stanno girando sui social e sul web immagini e video del tutto fuorvianti rispetto a quella alla realtà del nostro servizio di trasporto, che è assolutamente adeguato alla richiesta dell’utenza, considerato anche il consistente calo degli abbonati che stiamo registrando».

Interviene così oggi il presidente dell’Azienda trasporti Verona, Massimo Bettarello, per fare chiarezza su un problema, quello dell’eccessivo affollamento dei mezzi pubblici, tipico del periodo di inizio scuola, ma che quest’anno, alla luce dell’emergenza sanitaria, sta creando particolare apprensione tra le famiglie, rischiando però di trasformarsi in psicosi ingiustificata soprattutto a causa di messaggi allarmistici diffusi sui social.

«Invito le famiglie a non farsi condizionare dai social – puntualizza Bettarello – in quanto i nostri riscontri smentiscono le apparenze e dimostrano come anche su autobus a prima vista molto affollati in realtà è praticamente sempre rispettato il limite dell’80% della capienza del mezzo. Nei pochi casi in cui questo non avveniva siamo già intervenuti inserendo rinforzi su 25 corse, e continuiamo a tenere monitorati tutti i nodi della rete per mettere supporti dove necessario. Va anche chiarito che non può essere compito dell’autista stabilire quante persone debbano viaggiare, chi può salire e chi deve scendere, autorità che spetta solo alle forze dell’ordine. Il conducente ha già la grossa responsabilità di guidare e di verificare che tutti i passeggeri al momento della salita siano dotati di mascherina».

Sugli orari di scuola ancora provvisori e sulla comunicazione deficitaria da parte degli istituti punta il dito il direttore generale di Atv, Stefano Zaninelli: «In questo periodo gli orari di uscita delle scuole cambiano di giorno in giorno, spesso senza avviso e questo implica che gli studenti vanno ad affollare corse che non erano programmate per accoglierli. È evidente che se da un giorno all’altro un istituto modifica l’orario di uscita mandando in strada 500 studenti, non può esserci risposta in termini di trasporto. Per un’azienda come la nostra modificare gli orari degli autobus significa intervenire su una rete di 4700 chilometri, con 5200 fermate strettamente interconnesse tra loro, significa cambiare i turni di lavoro di 700 autisti, insomma tutte attività che richiedono almeno tre mesi di lavoro».

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