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16 Luglio 2024
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Ulss unica, rivolta dei sindaci dell’Ulss 21 che scrivono a Zaia: «Ingestibile con 1 milione di abitanti»

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Ennesimo documento spedito ieri in Regione dalla Conferenza dei sindaci dell’Ulss 21 che ha sede a Legnago per chiedere al presidente del Veneto, Luca Zaia, di rivedere la proposta di legge sulla riforma della sanità all’esame da settimane in consiglio regionale e che prevederebbe una sola sola Ulss per tutto il Veronese.

«Abbiamo scritto per l’ennesima volta al presidente Zaia chiedendo che si prevedano due Ulss per Verona così come l’attuale progetto di legge ne prevede due per Venezia e per Treviso – sottolinea il sindaco di Legnago, Clara Scapin, che è anche coordinatore dell’esecutivo della Conferenza dei sindaci  – spiegando che è necessaria una doppia Ulss nella provincia di Verona, una delle quali nel Basso Veronese per coprire in questo modo tutto il territorio, stabilendo un adeguato numero di abitanti e risorse conseguenti e certe, perché Verona è una provincia che conta quasi un milione di abitanti ed ha un territorio tra i più vasti della Regione».

La lettera inviata a Zaia è stata sottoscritta anche dal presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 21, Paolo Marconcini, primo cittadino di Cerea, che aggiunge: «Vediamo con preoccupazione un appesantimento della funzionalità dei reparti ospedalieri e dei servizi sul territorio dato sia dalla complessità nel gestire un’Ulss così ampia, sia dalle esigenze e peculiarità specifiche delle diverse aree del Veronese. A nostro avviso risulterebbe oltremodo difficile, mantenendo un’unica Ulss provinciale, garantire a tutti i cittadini facilità di accesso ai servizi assiema buoni standard qualitativi e di efficienza. Per questo chiediamo alla Regione di prevedere due Ulss per il Veronese, una nella Bassa ed una a Verona-città che comprenda anche la zona nord».

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