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6 Settembre 2026
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Vendemmia 2026, partita oggi la raccolta delle uve in Valpolicella. Marchesini: «Quotazioni in contrazione»

È partita oggi, con circa due settimane di anticipo sulla media storica, la vendemmia in Valpolicella. Nei vigneti dei 19 comuni della denominazione, infatti, è già iniziata la raccolta della Corvina, mentre dalla prossima settimana sarà la volta di Corvinone e Rondinella. Un’accelerazione impressa dal caldo e dalla siccità estivi, che ha portato a un anticipo di calendario di 7 giorni anche rispetto allo scorso anno e si accompagna, in questa prima fase, a prospettive qualitative particolarmente favorevoli.

Salvo avversità meteorologiche, il Consorzio vini Valpolicella stima, a oggi, una raccolta complessiva di poco superiore agli 861 mila quintali di uva. Un volume in linea con il 2025 ma che da quest’anno registra uno stoccaggio di 172.280 quintali, pari al 20% della produzione. La misura di contenimento deliberata dal Consorzio lo scorso 2 aprile riduce così la resa effettivamente disponibile da 100 a 80 quintali per ettaro, con l’obiettivo di salvaguardare l’equilibrio economico della filiera in relazione al rallentamento della domanda su scala globale. Per quanto riguarda la produzione potenziale di Amarone e Recioto, il Consorzio stima quasi 328 mila quintali di uva riservati alla cernita (38% sul totale). I primi riscontri qualitativi effettuati dall’ente di tutela premiano soprattutto l’uva da vigne più vecchie, particolarmente quelle a Pergola, che hanno reagito meglio allo stress idrico e quelle degli impianti sostenuti da un’adeguata irrigazione.

Se le indicazioni qualitative alimentano aspettative positive, sul piano economico non mancano le preoccupazioni. Tra queste, la tendenza al ribasso del prezzo delle uve soprattutto quelle destinate all’appassimento. «In una fase già molto complessa e incerta per il settore – commenta il presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini – registriamo una riduzione delle quotazioni delle uve. Una dinamica che non rispecchia gli orientamenti condivisi al tavolo di filiera convocato dal Consorzio alla vigilia della vendemmia e che rischia di scaricare nuove difficoltà sulle imprese. I produttori – prosegue Marchesini – hanno già sostenuto responsabilmente le politiche di riduzione delle rese e le nuove misure di stoccaggio introdotte per salvaguardare l’equilibrio della denominazione. Indebolire ulteriormente il valore delle uve significa penalizzare proprio chi sta contribuendo alla tenuta della filiera, in una stagione segnata dalla difficoltà di reperire manodopera specializzata, dall’aumento dei costi, in particolare energetici, e da un mercato ancora insidioso. Per questo è necessario che tutti gli operatori mantengano gli impegni assunti e adottino comportamenti coerenti con il valore della denominazione».

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