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2 Marzo 2024
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Verona, 120 allunni alla premiazione dei concorsi “Non andare…in fumo” e “Me-la mangio” della Lilt

Una folla di 120 ragazzi in maglietta della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori di Verona (Lilt) hanno partecipato oggi alla premiazione dei concorsi  “Non andare…in fumo” e “Me-la mangio” a Palazzo della Gran Guardia a Verona. Maggio è, infatti, il mese dedicato alla lotta al cancro. L’obiettivo dei due concorsi è rendere più recettive le future generazioni nei confronti di stili di vita sani. Ai concorsi hanno partecipato 10 istituti di cinque comuni della provincia: le scuole medie Caperle di Marzana, Simeoni di Montorio, Lorenzi di Fumane, le Corra’ di Isola della Scala, Virgilio di Sona, Educandato agli Angeli, Betteloni e Caliari di Verona e le medie degli Istituti Comprensivi di Casaleone e San Martino Buonalbergo.

Ha vinto il primo premio per “Non andare… in fumo” la classe 3b della scuola media “Luigi Simeoni” di Montorio per il disegno degli alunni  Grezzani e Baschera. È stata premiata l’immediatezza del messaggio volto ad indicare le vie di uscita dal fumo. Il secondo concorso “Me-la mangio” è stato vinto dalla scuola media “Caperle” di Marzana per il disegno di  Jasmin Todeschini dal titolo “mangia sano! vivi sano!”.

«I due slogan adottati – spiega il presidente di Lilt Verona, Sante Burati – riassumono in parole semplici e dirette l’obiettivo del concorso destinato alle scuole medie di Verona e provincia: fare prevenzione tra i giovani studenti degli istituti secondari di primo grado su condotte comportamentali e alimentari dannose per la salute». Secondo una ricerca condotta dalla Lilt, a livello nazionale, gli adolescenti e preadolescenti fumatori sono un target estremamente influenzabile dalle mode e dalle amicizie, con la voglia di “sperimentare e di infrangere le regole”, fumano quasi esclusivamente in gruppo, in maniera casuale/episodica e “di nascosto dai genitori” e hanno un vissuto ambivalente del fumo: percepiscono il fumo come qualcosa di sgradevole, ma divertente, che genera appartenenza e momenti di condivisione, in un contesto di emulazione dei coetanei. I ragazzi hanno una percezione ridotta e talvolta deformata del pericolo rispetto al dichiarato, ovvero, identificano il fumo come qualcosa di molto nocivo per la salute, grazie alle spiegazioni scolastiche e dei genitori, ma si autoconvincono per contro che “non è poi così pericoloso” essendo circondati da “fumatori senza patologie gravi o che hanno già smesso”.

Eppure, come confermato dalla maggioranza degli intervistati, l’età della prima sigaretta è tra i 14 e i 17 anni: questa è una fase cruciale, nella quale è, inaspettatamente, più facile smettere, proprio perché il consumo di tabacco è più sporadico e la dipendenza non è ancora sviluppata.

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